"Caro Matteo, il tuo tentativo di screditare non solo me ma l'intera Difesa è inqualificabile. Ricordati che le istituzioni non sono le nostre e che noi diamo solo l'indirizzo. In una riunione in cui eri presente ho disposto di intensificare l'attività di polizia marittima". Lo ha scritto la ministra della Difesa Elisabetta Trenta replicando al ministro degli Interni Salvini sul suo profilo Facebook.

"Le navi della Marina Militare – ha continuato – non hanno scortato la nave ong Open Arms per far sbarcare a Lampedusa i migranti; bensì come da sollecitazione del Tribunale dei minori di Palermo erano pronte a intervenire in favore dei minori a bordo, il mare era forza quattro in aumento e la nostra Marina era predisposta eventualmente a prestare loro soccorso. Sei stato bravo a piegare ogni cosa a tuo vantaggio ma questo metodo non funziona più. Ho rispedito sempre ogni attacco al mittente e lo faccio oggi con ancor più convinzione, quando ormai hai rivelato i tuoi veri obiettivi. La difesa dei confini è un compito dello Stato che deve essere esercitato dai ministri competenti con rigore, e nel rispetto delle leggi e delle competenze delle Forze Armate e di Polizia che vi sono impegnate. Impara a rispettare il ruolo delle istituzioni e a non appropriartene". 

È l'ultimo atto di un botta e risposta tra Viminale e Difesa che è andato avanti per tutta la giornata. Prima era stato un post del ministro degli Interni a chiamare in causa la titolare del dicastero della Difesa, accusandola di aver indebolito l'operazione ‘Mare Sicuro': "Roba da matti. Non hanno perso tempo, i nuovi ordini della Difesa sono stati formalizzati ieri. Prime prove tecniche di inciucio Pd-5 Stelle sulla pelle degli Italiani, riaprendo i porti e chiudendo un occhio sulle Ong??? Facciamo girare!". Il ministro leghista ha corredato il post con una immagine della ministra della Difesa Trenta su cui sovrasta la scritta "Incredibile! Immigrazione, 20 agosto: la Difesa ordina, siate più morbidi". 

Ma dalla Difesa si sono affrettati a smentire: "Il ministro della difesa Elisabetta Trenta non ha mai dato alcuna disposizione o indicazione di riduzione delle attività della Marina Militare". 

Dal Viminale era partita l'accusa per la titolare della Difesa di aver fatto accompagnare dalle navi militari italiane la Open Arms in Italia: "Un conto è contestare l'utilizzo delle navi militari come veri e propri taxi del mare al servizio delle ong (da qui l'esigenza di un approccio diverso, sollecitato dal ministero dell'Interno), un altro modificare il tipo di attività delle navi della Marina". 

Le stesse fonti hanno poi aggiunto: "Ringraziamo il Movimento 5Stelle che conferma il cambio di linea del dicastero di Elisabetta Trenta a proposito di controllo dei confini, e che quindi smentisce quanto fatto filtrare dallo Stato Maggiore di Difesa che si è affrettato a dire che tutto è rimasto come prima".

"Però nulla c'entra la lettera del Viminale del 19 luglio con le determinazioni della Difesa ufficializzate ieri, 20 agosto. Infatti – hanno detto – la Difesa ha cambiato le regole di ingaggio, confermate il 2 agosto e trasformate unilateralmente il 20. Il Viminale conferma coerentemente la sua linea: le navi militari devono controllare i confini e difendere gli interessi nazionali. Ammorbidire la lotta agli scafisti e non supportare eventuali approfondimenti contro i trafficanti di esseri umani è completamente scollegato al tema della presenza di navi militari nel Mediterraneo. Ricordiamo, a proposito di linea più morbida e di ‘tutela dei confini come priorità', che il ministro della Difesa ha ordinato alle navi militari italiane di accompagnare verso Lampedusa la Open Arms: c'è qualcuno che vuole negare anche questo?".