Arriva anche il commento del vicepresidente del Consiglio e leader del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, sulle dichiarazioni di Matteo Salvini contro la magistratura e contro i giudici che lo hanno inserito nel registro degli indagati con l’accusa di sequestro di persona aggravato per il caso della nave Diciotti. Di Maio, intervistato a In Onda, su La7, ritiene “sacrosanto” che i ministri vengano indagati come tutti gli altri cittadini e spiega che “ci dovremo abituare al fatto che ogni volta che arriverà un atto su questa inchiesta a Salvini lui farà un video, è giusto”. Ma, precisa, “non ritengo giusto che non si rispetti la magistratura, ci vuole rispetto per la magistratura”. Di Maio riprende poi la linea già seguita nelle dichiarazioni del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: “Penso che quando si dice che ci sono i magistrati di destra o di destra, stiamo riportando il paese alla Seconda Repubblica berlusconiana. Noi siamo alla terza, Salvini ha preso una decisione sulla Diciotti che condividiamo, però non scateniamo questa guerra tra magistratura e politica”.

Di Maio ribadisce di non condividere l’idea di “attaccare la magistratura”, spiegando che dal punto di vista del rispetto della magistratura ci sia stato un errore da parte del ministro dell’Interno. Il ministro del Lavoro si sofferma anche sul “periodo difficile” che sta attraversando la Lega, facendo riferimento alla sentenza del tribunale di riesame di Genova che conferma il sequestro dei beni del Carroccio per 49 milioni di euro: “Anche noi siamo stati destinatari di sentenze sul simbolo del MoVimento, sulle liste che non potevamo presentare, però non ci siamo mai sognati di attaccare la magistratura”.

Secondo Di Maio non c’è complotto contro la Lega da parte della magistratura, ma comunque “il caso sui fondi riguarda una Lega che Salvini non guidava, si trovano gli effetti di una gestione scellerata di Bossi e Belsito di anni fa. Oggi stanno avendo seri problemi a gestire le casse di un partito, immagino che quando non puoi più raccogliere i fondi è un problema”. “Sulla Diciotti – conclude il vicepresidente del Consiglio – sapevamo che le decisioni erano forti, ma noi le rivendichiamo come governo e abbiamo dato pieno sostegno, ma non si può dare sostegno alle accuse ai magistrati”.