È durato circa due ore il confronto fra Beppe Grillo e Luigi Di Maio a Roma, resosi necessario per fare il punto sulla linea politica del Movimento 5 Stelle in vista delle imminenti Elezioni Regionali in Calabria ed Emilia Romagna. Come noto, gli iscritti alla piattaforma Rousseau avevano sconfessato la linea dei leader e chiesto che i 5 Stelle presentassero comunque le liste per le Regionali, con un voto a larghissima maggioranza che ha aperto la crisi in casa grillina. Al termine del colloquio, Luigi Di Maio ha parlato brevemente con i giornalisti, spiegando: "Io e Beppe Grillo siamo d'accordo su tutto, abbiamo smentito le leggende metropolitante di questi giorni".

A quanto apprende Fanpage.it i due hanno discusso a lungo dell'esito del voto su Rousseau e delle implicazioni che potrebbe avere nel breve e medio periodo (tra l'altro, anche la scelta delle candidature dovrebbe essere ratificata sulla piattaforma, nonostante i tempi strettissimi a disposizione). La linea comune sarà quella di puntare sull'appuntamento della primavera del 2020, quella fase costituente anticipata da un post sul Blogdellestelle che sarà determinante per la struttura e la piattaforma programmatica del partito. La riflessione sulla leadership del Movimento 5 Stelle, dunque, verrà rimandata, anche per non indebolire la figura di Luigi Di Maio all'interno dell'esecutivo, mentre parallelamente si accelererà la costruzione di una struttura "di supporto" al minsitro degli Esteri per la gestione interna. Una soluzione che servirebbe anche a disinnescare le tensioni interne ai gruppi parlamentari in una fase molto complessa come quella della discussione della legge di bilancio.

Grillo, in effetti, in questi giorni è stata oggetto di un vero e proprio bombardamento da parte di dirigenti, parlamentari e rappresentanti dei territori, che lo hanno nuovamente investito della responsabilità di risolvere i problemi interni e rilanciare l'immagine del Movimento 5 Stelle. Un invito per una nuova discesa in campo, dunque, che Grillo ha declinato, almeno per il momento, scegliendo di non sfiduciare Di Maio e riconoscendo le oggettive difficoltà in cui sta esercitando la funzione di leadership.

A gennaio nuovo contratto di governo

La nota stampa congiunta conferma quanto vi avevamo anticipato:

Il capo politico del M5S Luigi Di Maio e il garante e fondatore del Movimento, Beppe Grillo, si sono incontrati questa mattina a Roma. I due hanno discusso a lungo del nuovo corso governativo del M5S apertosi a seguito delle politiche del 2018. “Non possiamo essere gli stessi di prima, dobbiamo guardare avanti con grande entusiasmo”, hanno sottolineato Di Maio e Beppe Grillo, convenendo sull’ipotesi di avanzare la proposta di un nuovo contratto di Governo “a partire da Gennaio”, per finalizzare “progetti ambiziosi e di alto livello”, con lo scopo di intervenire su tematiche fondamentali del nostro Paese e non solo come il clima, salario minimo, il reddito universale, l’intelligenza artificiale, l’energia, le infrastrutture”.
Secondo il capo politico M5S e il garante, “il mondo è già cambiato”, questo “è un momento di grande entusiasmo” e il futuro bisogna progettarlo insieme.
A proposito del M5S, il garante Beppe Grillo ritiene che “Luigi Di Maio, lavora 25 ore al giorno e non può essere sostituito per nessuna ragione, anzi va sostenuto, io ci sarò di più e gli darò una mano”, ha detto Grillo. “Una persona deve poter decidere e fare scelte importanti. Un referente ci vuole”, ha dunque aggiunto Grillo.