Quest'estate le sessioni di laurea potrebbero tornare in presenza. Lo ha detto la ministra dell'Università, Maria Cristina Messa: "Prima sessione di laurea in presenza quest'estate? Penso proprio di sì, la prima per lo più lo sarà, a meno che non si abbiano difficoltà a raggiungere la sede", ha commentato a Sky Tg24. Via libera alle lauree in presenza, quindi, ma si dovrebbe continuare allo stesso tempo anche con le sessioni da remoto, specialmente per i fuori sede che potrebbero avere problemi a raggiungere la propria università. "Dobbiamo mantenere la doppia linea in presenza e a distanza", ha precisato la ministra.

Questo per quanto riguarda le sessioni di laurea. Invece, per le lezioni in aula, si dovrà valutare caso per caso. "Sulla percentuale di studenti in aula per le lezioni, dipende dalla aule, molto diverse l'una dall'altra. È ragionevole pensare che i gruppi piccoli possano andare in aula al 100%, invece nelle aule grandi da 400/500 persone sono riempite al 30%. È molto variabile a seconda delle classi", ha spiegato Messa. Che ha concluso: "Siamo pronti, le università non hanno mai chiuso veramente, ora si deve ripartire in modo graduale e sicuro e gli atenei si stanno già muovendo in questo senso".

Da oggi invece, per quanto riguarda le scuole, sono tornati in classe oltre 7 milioni e mezzo di studenti. Si tratta dell'89,5% della popolazione scolastica italiana. La novità riguarda specialmente i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori: in zona gialla e arancione le elementari e medie saranno interamente in presenza, mentre per le superiori si andrà da un minimo del 70% in classe fino al 100%. In zona rossa, invece, questa percentuale sarà diminuita e si andrà in presenza dal 50% al 75%. È comunque prevista la possibilità di derogare a queste percentuali sul territorio. Nelle grandi città come Roma, Milano o Napoli, dove il problema dei trasporti (la cui capienza rimane comunque al 50%) rappresenta una difficoltà più ingombrante, non si inizierà da subito con il 70%, ma con quote più basse.