Liliana Segre torna a Roma, contro ogni tipo di indicazione medica. Lo fa per una ragione, una soltanto: votare sì alla fiducia al Governo Conte. La senatrice a vita lo ha raccontato in un'intervista al Fatto Quotidiano: "Parto per essere pronta a fare il mio dovere martedì a Palazzo Madama". Segre ha spiegato di non partecipare da diversi mesi ai lavori del Senato, perché i medici le hanno sconsigliato di muoversi per il rischio Covid-19. "Contavo di riprendere le mie trasferte a Roma solo una volta vaccinata, ma di fronte a questa situazione ho sentito un richiamo fortissimo, un misto di senso del dovere e di indignazione civile".

La senatrice a vita ha annunciato al quotidiano che voterà sì alla fiducia al Governo Conte, perché "questa crisi politica improvvisa l’ho trovata del tutto incomprensibile". Inizialmente, ha raccontato la senatrice, pensava di essere lei a non riuscire a capire. "Poi però ho visto che quasi tutti, sia in Italia che all’estero, sono interdetti, increduli, spesso disgustati". Il sentimento che l'ha convinta a partire, ha spiegato Segre, è "l'indignazione". La senatrice a vita ha detto di non riuscire ad accettare la crisi di Governo "in un tempo così difficile, in cui milioni di italiani stanno facendo enormi sacrifici e guardano con angoscia al futuro".

Segre non nasconde gli errori di Conte, ma ciò non giustifica la crisi aperta da Matteo Renzi. "Tutti i governi del mondo hanno dovuto procedere per tentativi ed errori, come anche la scienza". Quindi, secondo la senatrice a vita, "è scontato che anche il Governo Conte abbia fatto errori, però mi pare che si debba riconoscere che ha fatto nell’ultimo anno un lavoro gigantesco per reggere l’urto di un’emergenza spaventosa, ed ha ottenuto una svolta storica nelle politiche europee". La democrazia è un "bene prezioso di cui scopriamo la fragilità e che tutti siamo chiamati a tutelare", ha insistito Segre. Questo Governo è nato per "preservare il Paese da gravissimi pericoli", ha ricordato Segre, "ma quei pericoli sono svaniti?".