Gran parte delle Regioni italiane sono tornate in zona arancione. Da ieri, infatti, solo in quattro si applicano le misure più restrittive – quelle della zona rossa – mentre le altre quindici, più le due province autonome, si trovano nella fascia con meno restrizioni. Il sistema a tre colori, poi diventati quattro, è stato ridotto all'alternativa tra rosso e arancione dal governo Draghi, che ha sospeso al zona gialla (e bianca) fino a fine aprile. Quasi tutta l'Italia, però, ieri è tornata in arancione: molte attività hanno riaperto – ma non tutte – e sono cambiate anche diverse regole per i cittadini, regole con le quali, ormai, abbiamo una certa dimestichezza.

Le attività aperte e quelle chiuse in zona arancione: tutte le regole

In zona arancione hanno riaperto i negozi, anche quelli non essenziali, ma non solo. Tornano a tirare su la saracinesca anche i barbieri e i parrucchieri, esclusi proprio dal governo Draghi dalla lista delle attività essenziali. Da qualche mese, infatti, sono chiusi in zona rossa, ma non in arancione. Si torna anche a scuola: fino alla terza media in presenza, per le superiori invece la quota di alunni in classe può variare dal 50 al 75%, il resto sarà ancora in dad. In zona arancione ci si può muovere liberamente all'interno del proprio comune e andare a fare visita a parenti e amici una volta al giorno. Bar e ristoranti restano chiusi, ma possono fare servizio d'asporto e consegna a domicilio.

Quali Regioni sono in zona arancione e quali in zona rossa: la mappa completa dell'Italia

Da ieri sono cambiati i colori di molte Regioni: 16 (15 più due province autonome) sono in zona arancione; quattro sono invece in zona rossa. Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e le Province di Trento e Bolzano sono in zona arancione. Campania, Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta sono in zona rossa. Ma non finisce qui: ci sono alcuni territori che hanno delle restrizioni ulteriori a livello locale. Ad esempio è ancora in vigore un lockdown locale a Firenze e a Palermo, ma anche nella provincia di Cuneo.