Non è vero che le scuole di tutta Italia rimarranno chiuse per l'emergenza coronavirus: da Palazzo Chigi è arrivata la smentita sulla notizia, circolata in queste ore, di una presunta sospensione delle lezione in tutta la penisola. Secondo quanto riportato da vari media, lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avrebbe emesso un'ordinanza sulla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. "La Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente Conte, di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le decisioni e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento.", si legge in un comunicato.

Dove si conferma quindi la chiusura delle scuole? Per più di tre milioni di studenti di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Trentino Alto Adige, Liguria e Fruili Venezia Giulia, le lezioni saranno sospese. Al momento, come riportato anche dalla nota di Palazzo Chigi, il provvedimento è da intendersi fino al primo marzo, con la ripresa delle attività scolastiche per lunedì 2 marzo. Tuttavia, entro il fine settimana, a seconda di come si evolverà la situazione, si deciderà se prolungare la chiusura oppure riprendere la normalità. Non sono stati presi provvedimenti simili in altre Regioni, come rimarcato anche dalla ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina: "Sono costretta a ripeterlo: in questa fase alimentare false notizie sulla chiusura delle scuole è da irresponsabili. Le decisioni vengono prese e comunicate dalle autorità competenti: il consiglio è questo: ascoltare solo le fonti ufficiali". Nelle Regioni del Nord anche le università hanno quindi sospeso i corsi e gli esami per questa settimana: l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione medica, che era previsto per il prossimo 28 febbario, inoltre, è stato rinviato. Sono anche state sospese tutte le iniziative legate al progetto Erasmus in Italia.

Anche in Lazio è stato diramato un comunicato simile, per smentire la notizia della sospensione delle lezioni nella Regione: "Le notizie che stanno circolando riguardo alla presunta chiusura delle scuole e al divieto di manifestazioni pubbliche nel Lazio sono completamente prive di fondamento. Nell'invitare tutti ad arginare fake news che alimentano solo insicurezza nella popolazione, ribadiamo con forza che nella nostra Regione non è stato segnalato alcun caso di infezione da coronavirus autoctono e che i casi individuati sono stati 3 in totale, di cui un paziente guarito e uno ormai negativo". I governatori di Marche e Calabria avevano chiesto di chiudere le scuole da lunedì di questa settimana. Tuttavia, è subito arrivato il contrordine dallo stesso Conte che ha anche bacchettato i governatori regionali per prendere iniziative personali invece di seguire le direttive del governo: "Tutti devono seguire le indicazioni che imponiamo a livello nazionale. Non è possibile che ognuno vada per la propria strada. Bisogna evitare che i governatori adottino fuori dalle aree di contagio iniziative autonome non giustificate. Non è possibile che tutte le regioni vadano in ordine sparso perché le misure rischiano di risultare dannose".

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) stabilisce anche "i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono sospese fino al 15 marzo 2020" per tutte le scuole dei Comuni appartenenti alle Regioni di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte. Inoltre, nel decreto si stabilisce anche che "la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia di durata superiore a cinque giorni avviene, fino alla data del 15 marzo 2020, dietro presentazione di certificato medico, anche in deroga alle disposizioni vigenti". Inoltre si conferisce ai dirigenti scolastici delle scuole in cui le lezioni sono state sospese per il coronavirus la possibilità di "attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità".