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Controcorrente traino del Csx in Sicilia, La Vardera: “Sono l’anti-Vannacci del campo largo, argine a Fn”

La Sicilia in questo momento è un laboratorio per il campo largo, in vista delle prossime elezioni regionali e Politiche del 2027. La vittoria straripante di Sodano ad Agrigento, candidato di Controcorrente appoggiato da Pd, M5s e Casa Riformista, manda un segnale al centrosinistra. Il leader di Controcorrente La Vardera, in corsa per la presidenza della Sicilia: “Io il ‘Vannacci buono’ del campo largo. Controcorrente è un argine per Futuro Nazionale e può essere per il campo largo quel quid che manca”.
Intervista a Ismaele La Vardera
Leader di Controcorrente
a sinistra Ismaele La Vardera, a destra Michele Sodano, sindaco di Agrigento
a sinistra Ismaele La Vardera, a destra Michele Sodano, sindaco di Agrigento

C'è una vicenda elettorale che riguarda la città di Agrigento e che andrebbe studiata perché può anticipare dinamiche che potrebbero verificarsi a livello nazionale. Parliamo naturalmente delle ultime elezioni comunali nel capoluogo di provincia siciliano e dell'exploit di Michele Sodano, candidato civico sostenuto dalla coalizione di centrosinistra ed espressione movimento Controcorrente di La Vardera, eletto sindaco con oltre il 72% delle preferenze, e quasi il 16% di voto disgiunto, record nazionale.

Sodano, ex Cinque Stelle, ha vinto al ballottaggio dello scorso 8 giugno, ribaltando del tutto i pronostici, e battendo il candidato di centrodestra Dino Alonge con una coalizione larghissima (Controcorrente, Pd, M5s, Casa Riformista). Anche a Bronte (Catania), il movimento di La Vardera ha messo a segno un altro successo: ha strappato la città al centrodestra, con la vittoria di Giuseppe Gullotta (63,9%) contro il deputato nazionale di Forza Italia Giuseppe Castiglione (qui però il campo largo si era presentato diviso al primo turno).

Per capire se sia possibile replicare lo schema Agrigento per la Regione e a livello nazionale nel 2027, abbiamo contattato Ismaele La Vardera, deputato regionale e fondatore di Controcorrente, candidato in corsa per la guida della Sicilia.

"Con il modello Agrigento abbiamo dimostrato che è possibile, mettendo insieme il campo largo, sconfiggere sia il governo Schifani sia il modello Meloni. Quello che è accaduto non può rimanere circoscritto ad Agrigento, città storica di Cuffaro, amministrata per oltre vent'anni dalla destra più becera. Potremmo dire che Michele Sodano è un po' la Silvia Salis del Sud. E Controcorrente ha fatto da traino a questo campo largo: siamo arrivati primi con oltre il 12%, sostenendo un candidato sindaco con un'offerta politica fresca e innovativa".

Secondo La Vardera le elezioni ad Agrigento possono essere considerate a tutti gli effetti delle primarie della coalizione del centrosinistra: "Un pezzo del campo largo sembra aver recepito questo risultato, un pezzo del Pd non lo ha digerito. Le primarie le hanno già fatte i cittadini. Ricordo che quelle fatte nel 2022 da Pd e M5s hanno portato poi alla rottura della coalizione". Del resto La Vardera le primarie le aveva proposte già a dicembre, ma il suo appello fino ad ora è caduto nel vuoto. In ogni caso l'ex Iena non ha paura: "Sono stato il primo a proporre le primarie, ma ora rischia di essere tardi, visto che si parla di un possibile voto anticipato a ottobre. Dall'impasse si esce girando insieme per i territori siciliani con un programma alternativo. Saranno le persone a farci capire le loro preferenze".

Il deputato regionale racconta di aver anche ricevuto esplicite offerte, per far sì che ritirasse la sua candidatura: "Per convincermi a fare un passo indietro, ritirando la mia candidatura a presidente della Regione, mi hanno proposto di tutto, anche seggi alla Camera e al Senato. E non ho nemmeno l'età per essere eletto a Palazzo Madama, avendo appena 33 anni".

I sondaggi per il momento sembrerebbero dargli ragione. Una rilevazione indipendente diffusa dall'istituto Keix qualche giorno fa vede infatti La Vardera al primo posto (23-25%) davanti a Cateno De Luca (18-20%) e all'attuale governatore, il forzista Renato Schifani (16-18%). Il Cinque Stelle Nuccio Di Paola sarebbe solo al quarto posto, mentre il segretario Cgil Alfio Mannino sarebbe al quinto. In questo sondaggio per le Regionali Controcorrente – a cui da poco ha aderito anche il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore – sarebbe la prima lista con il 22-24%, seguita da Forza Italia (14-16%), M5s (13-15%), Fdi (9-11%), Pd (8-10%), Sud Chiama Nord di Cateno De Luca (7-9%).

"Se in Sicilia siamo primo partito con il 20% a livello nazionale questo consenso equivale all'1%", è il ragionamento che fa La Vardera. "Tutti i partiti nazionali hanno interesse in questo momento a cooptare il nostro movimento. Ma io non mi voglio tirare indietro, perché ho messo su un movimento che è stato in grado di far tornare la gente a votare. Per questo, soprattutto dopo quello che è accaduto ad Agrigento, credo di essere il candidato migliore. Il voto che ci permetterà di battere Schifani e i suoi sodali è il voto della gente che non va più a votare. In questa fase solo Controcorrente riesce a intercettare quel mondo".

I contatti tra La Vardera e il campo largo continuano. "Per il momento c'è più sinergia con il M5s e con Avs. Le maggiori resistenze arrivano da pezzi del Pd. Sono disponibile a trovare dei metodi alternativi alle primarie, ma certamente Controcorrente non si farà imporre da Roma un candidato presidente".

"In questo momento mi definisco il ‘Vannacci buono' del campo largo, quello che può dare una mano al centrosinistra, pur non condividendo nulla delle idee politiche di Vannacci. E aggiungo che anche grazie a noi la Sicilia sarà una delle poche Regioni in Italia in cui Futuro Nazionale non sfonderà". Anche se a livello nazionale secondo i sondaggi Fn è dato ormai intorno al 5%, c'è un dato interessante pubblicato da Swg e recentemente citato su L'Espresso, che riguarda l'isola: qui il partito di Vannacci sarebbe al 2,5%. La Vardera lo spiega così: "La nostra Regione è stata sempre poco avvezza agli estremismi. Un movimento come quello di Vannacci, che parla di odio e remigrazione non può avere presa in un territorio che conosce benissimo il valore dell'accoglienza".

"Controcorrente è un argine per Vannacci e può essere per il campo largo quell'elemento che manca, quel quid in più che non ha". Tra l'altro ad oggi, fa notare La Vardera, non ci sono ancora i candidati degli altri partiti: "L'unico in campo sono io, non ho capito quali sono le altre proposte dei partiti. Per esempio se sul tavolo di fosse il nome del magistrato Nino Di Matteo, profilo di altissimo spessore, sarei disposto anche a riflettere sulla possibilità di ritirare la mia candidatura. Ma al momento non vedo nomi di questa caratura".

Nel dibattito per le elezioni regionali nel centrosinistra qualcuno fa anche il nome di Peppe Provenzano attualmente deputato nazionale e componente della segreteria del Pd. Ma il suo nome non risulta ufficialmente tra i papabili in corsa per la guida di Palazzo d'Orléans. "Nei confronti di Provenzano non avrei alcun tipo di preclusione, ma a mio avviso servirebbe un nome più regionalpopolare per battere il blocco di centrodestra", dice La Vardera.

L'obiettivo di Controcorrente resta quello di aprire "fari", cioè gruppi e sedi territoriali, in giro per l'Italia. "Abbiamo ricevuto una quarantina di richieste, ci stiamo chiedendo seriamente se oltre la Stretto ci sia la possibilità d'essere concretamente d'aiuto al campo largo, che è la nostra area di riferimento. Non faremmo mai accordi con chi ha distrutto l'Italia, cioè gli amici di Schifani".

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