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La nuova legge elettorale potrebbe favorire il campo largo: Vannacci è l’ago della bilancia

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La nuova legge elettorale può tirare un sospiro di sollievo. Una tregua abbastanza limitata, però, per due motivi. Il primo è che il testo è stato approvato alla Camera, ma deve ancora ricevere il via libera del Senato, dove non è previsto il voto segreto. E il secondo, meno formale e più sostanziale, è che nonostante il via libera a Montecitorio, c’è comunque  stato un incidente di percorso che non può essere ignorato. Quanto accaduto sulle preferenze è stato l’ennesimo segnale di una maggioranza sempre più in difficoltà, divisa e fondamentalmente instabile.

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Per Giorgia Meloni tutti i problemi sono cominciati con un’altra riforma, quella della Giustizia: dal referendum (sonoramente perso) della scorsa primavera per la presidente del Consiglio si sono susseguiti errori di calcolo importanti. E i nodi iniziano a venire al pettine: prima in politica estera, con lo scontro frontale con Donald Trump, e poi in politica interna, con il tentativo di imporre con la forza un emendamento a un Parlamento che dall’inizio della legislatura è stato squalificato e bypassato e ora ha risposto rompendo i ranghi.

Minimizzare il problema

I dirigenti di Fratelli d’Italia in queste ore stanno provando a minimizzare quanto accaduto, dicendo che un emendamento affossato non sia certo motivo di crisi, che alla fine la nuova legge elettorale – il cosiddetto Stabilicum – è stata approvata e che questo dimostra come la maggioranza sia ancora solidamente intatta. Ma ovviamente le cose non sono così semplici e lineari. Dall’Aula di Montecitorio, negli ultimi due giorni, è emersa una realtà più sfaccettata. Una realtà che ha visto in due occasioni una maggioranza diversa: quella composta da Fratelli d’Italia e da Futuro Nazionale, il partito del generale Vannacci.

I “vannacciani” hanno infatti votato a favore dell’emendamento sulle preferenze dei “meloniani” il martedì e poi, il mercoledì, il favore è stato ricambiato: l’emendamento sulle preferenze di Futuro Nazionale (che, a differenza di quello di FdI non prevedeva nemmeno i capilista bloccati) ha ricevuto ben 139 voti a favore. E Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, non si è fatto problemi a confermare da dove venissero i voti. Ha detto che quello sulle preferenze era un emendamento dell’opposizione su cui ogni partito era libero di regolarsi come meglio credeva e Fratelli d’Italia, da quando è in Parlamento, ha sempre votato qualsiasi cosa ritenga utile per gli italiani.

Intesa tra Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale

Questa intesa tra i deputati di Meloni e Vannacci è molto interessante. Chissà se preoccupa Matteo Salvini, che oggi non ha voluto parlare con i giornalisti della legge elettorale – comprensibilmente, altrimenti avrebbe dovuto ammettere di non essere riuscito a controllare i voti dei suoi in Parlamento – ma ha lanciato una stilettata a Vannacci. Ha detto che in Calabria il generale stia perdendo pezzi e che il centrodestra così come è oggi può rivincere le elezioni, senza rivolgersi ad altri che anche in queste ore stanno attaccando il governo. Cioè quelli di Futuro Nazionale.

Insomma, Salvini mette in chiaro che alle prossime elezioni la squadra non dovrebbe cambiare. Ma qui arriviamo al paradosso della legge elettorale scritta da questo centrodestra. Che, per come è pensata e scritta, favorisce le grandi coalizioni, quelle che inglobano più liste, tutte alla caccia del maxi premio di maggioranza. E se il campo largo si sta organizzando per includere diverse anime, la coalizione di governo al momento sembra preoccupata a blindarsi così com’è, cercando di arginare e isolare i vannacciani. Ci sono però alcune simulazioni che mostrano chiaramente, tenendo conto dei consensi così come si presentano adesso, come con la nuova legge elettorale e Futuro Nazionale in corsa solitaria, si consegnerebbe Palazzo Chigi al centrosinistra.

La simulazione con la nuova legge elettorale

YouTrend, la piattaforma che si occupa di dati e sondaggi, ha fatto delle stime basandosi sui numeri dell’ultima Supermedia, cioè l’ultima media dei sondaggi che vengono pubblicati da più istituti. Ha cioè calcolato vari scenari, tra alleanze e coalizioni diverse, e ha analizzato cosa accadrebbe alle urne con due diverse leggi elettorali: il Rosatellum, cioè quella attuale, e lo Stabilicum. Un primo scenario si chiede cosa succederebbe con la nuova legge elettorale se Futuro Nazionale corresse con l’attuale coalizione di governo e si scontrasse con un ampio campo progressista, che includa anche Italia Viva e +Europa: il risultato sarebbe una maggioranza assoluta per il centrodestra sia alla Camera che al Senato.

Esito che verrebbe invece ribaltato se Futuro Nazionale venisse estromesso dall’alleanza tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia (oltre le liste minori come Noi Moderati) e corresse da solo. In quel caso, lasciando invariato il campo progressista, il centrosinistra riuscirebbe a conquistare la maggioranza assoluta in entrambi i rami del Parlamento. Insomma, Giorgia Meloni deve stare decisamente attenta, se non vuole commettere un altro errore di calcolo.

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