Per i giorni di Pasqua le regole saranno uguali per tutti: zona rossa in tutte le Regioni il 3, 4 e 5 aprile. Ma già da lunedì 29 marzo la suddivisione per colori potrebbe in parte cambiare. L’unica certezza è che l’Italia, con l’abolizione momentanea della zona gialla, resterà tutta tra zona arancione e rossa. Qualche piccolo cambiamento, per qualcuno in meglio e per altri in peggio, però potrebbe esserci. I nuovi cambi di colore delle Regioni verranno determinati dalle ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza, attese dopo il consueto monitoraggio settimanale pubblicato dall’Istituto superiore di sanità il venerdì. Attualmente in zona rossa ci sono Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Campania, Puglia. È possibile che a queste si aggiunga anche la Toscana. Sono ritenute a rischio anche Valle d’Aosta e Calabria, territori in cui però i dati sembrano meno negativi, seppur preoccupanti. L’unica candidata certa al passaggio dal rosso all’arancione, invece, è il Lazio.

Chi potrebbe passare dalla zona arancione alla rossa

La situazione più preoccupante è sicuramente quella della Toscana. La scorsa settimana l’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti era a quota 246: con 250 scatta in automatico la zona rossa. E la situazione negli ultimi giorni non sembra essere migliorata a sufficienza. Saranno fondamentali, comunque, i dati del monitoraggio del venerdì. Va inoltre considerato che circa un terzo dei comuni della Regione sono già in zona rossa. L’incidenza sembra in salita anche in Valle d’Aosta (la scorsa settimana era di poco inferiore ai 200), i cui dati restano sotto attenta osservazione. Per la Calabria a preoccupare è invece l’indice Rt: nell’ultimo monitoraggio era già superiore a 1,25, cifra sopra la quale il passaggio in zona rossa è quasi automatico, nonostante un’incidenza dei contagi abbastanza bassa.

Dovrebbero restare in zona rossa Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Puglia. Qualche speranza in più c’è per Lombardia e Campania: in entrambi  casi si è registrato un leggero miglioramento negli ultimi giorni, ma probabilmente non basterà. Anche perché i dati della scorsa settimana, in entrambi i casi, erano alti sia per quanto riguarda l’Rt (soprattutto in Campania) che per l’incidenza. Entrambe le Regioni potrebbero avere ancora un’incidenza superiore ai 250 casi ogni 100mila abitanti. Per il ritorno in zona arancione, quindi, probabilmente dovranno attendere il 12 aprile.

Lazio unica Regione a sperare in passaggio da rosso ad arancione

Gli unici dati confortanti e che fanno sperare in un passaggio dal rosso all'arancione sono quelli del Lazio. Anche perché per migliorare di fascia servono almeno due settimane di seguito con dati positivi, cioè con Rt sotto 1,25 e incidenza inferiore ai 250 casi ogni 100mila abitanti. La scorsa settimana il Lazio rispettava entrambi i criteri e sembra poter succedere lo stesso anche con il monitoraggio del prossimo venerdì. L’incidenza era a 214 casi e l’Rt è nettamente in discesa, a 1,09 e con una previsione di arrivare addirittura sotto l’1. In caso di passaggio in arancione, nel Lazio sarebbe possibile anche riaprire le scuole. Ma considerando le festività di Pasqua e la conseguente nuova chiusura degli istituti da giovedì, sembra difficile un ritorno in classe solamente per due o tre giorni.