Chi vincerebbe oggi con la legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza presentata dal Cdx

Resta il proporzionale, niente preferenze, sbarramento al 3%, premio di maggioranza al 40% ma non oltre il 15% dei seggi, indicazione obbligatoria del nome del premier in sede di presentazione di liste. Sono i punti principali della riforma elettorale presentata ieri alla Camera e al Senato dal centrodestra, dopo l'accordo raggiunto nella notte tra mercoledì e giovedì. Ma chi vincerebbe oggi con questa legge elettorale?
Chi vince tra destra e sinistra con la legge elettorale presentata dalla maggioranza Meloni
Youtrend ha fatto un'analisi, in esclusiva per la Repubblica, sulla base dei risultati della Supermedia pubblicata il 26 febbraio, per capire come si comporrebbe il Parlamento se si andasse a votare nel 2027 con queste nuove regole.
Stando agli ultimi sondaggi, con il Rosatellum, attuale legge elettorale, in centrosinistra sarebbe il leggerissimo vantaggio, ma nessuna delle coalizioni avrebbe un netto vantaggio in Parlamento. Con il nuovo sistema, invece, il centrodestra avrebbe la meglio, con il 57% dei seggi in totale.

Più nel dettaglio, alla Camera il centrodestra si aggiudicherebbe 228 seggi (di cui 70 di premio). Mentre le opposizioni, senza Azione, ne otterrebbero 147, su 400 totali. Al Senato il centrodestra otterrebbe 113 seggi. Il centrosinistra solo 76, su 205 totali. Rispetto al quadro attuale in pratica la coalizione di centrosinistra perderebbe 45 seggi alla Camera e 19 al Senato.

Dal ballottaggio al premio di maggioranza: cosa c'è nel testo della legge elettorale
I capigruppo di maggioranza di Camera e Senato hanno depositato ieri la proposta di riforma della legge elettorale, frutto di un confronto nel centrodestra. La proposta, di stampo proporzionale, spiega chi ha presentato il testo, parte dall'attuale Rosatellum, "in ossequio ai dettami delle sentenze 1 del 2014 e la 35 del 2017 della Corte Costituzionale, prevede un premio di governabilità che possa agevolare sia la stabilità che la rappresentatività". Vediamo i principali punti del testo presentato dal centrodestra.
Il premio di maggioranza con almeno il 40%
Il sistema di voto proposto dal centrodestra è un proporzionale corretto con un premio di maggioranza da assegnare alla lista o alla coalizione che raggiunga almeno il 40% dei voti, pari a 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (ma non potrà in ogni caso superare il 15% dei seggi totali, rimanendo ancorato alla soglia massima di 230 seggi conseguibili alla Camera e 114 seggi conseguibili al Senato). Addio quindi ai collegi uninominali previsti nel Rosatellum. Dunque, sia alla Camera sia al Senato i parlamentari saranno eletti su base proporzionale, con collegi plurinominali e liste bloccate.
Viene regolata la composizione delle liste, la raccolta delle sottoscrizioni e l'indicazione del nominativo proposto per l'incarico di Presidente del Consiglio, "quale elemento di trasparenza politica privo di effetti vincolanti", spiegano i proponenti. Nessuna variazione è prevista per le dimensioni delle attuali circoscrizioni e degli attuali collegi plurinominali e proporzionali.
Un turno di ballottaggio
La proposta presentata dal centrodestra prevede un eventuale turno di ballottaggio qualora le prime due liste o coalizioni di liste, pur non avendo raggiunto il 40% dei voti validi, abbiano ottenuto almeno il 35% dei voti. L'attribuzione dei seggi è assegnata esclusivamente con metodo proporzionale.
Soglia di sbarramento al 3%
La riforma della legge elettorale conferma l'attuale soglia di sbarramento per l'ingresso al Parlamento al 3%.
Indicazione del nominativo del premier obbligatoria
IIl testo del centrodestra rende obbligatoria, al momento della presentazione delle liste, l'indicazione del nome del candidato premier.
Non si potranno esprimere le preferenze
Nel testo depositato dal centrodestra non sono previste le preferenze, anche se secondfo Fdi il tema sarà riproposto con un emendamento durante l'esame in Parlamento. I collegi e le circoscrizioni non subiscono variazioni di numero e di dimensioni.
Lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla legge elettorale
Il testo della riforma elettorale per le opposizioni sarebbe "inaccettabile".
Secondo Francesco Boccia "Meloni non si sente sicura e cambia le regole del gioco con un’altra forzatura, presentando una legge elettorale che ricorda la legge truffa. Una ragione di più per votare No al referendum e bloccare l’assalto alle istituzioni", dice in una intervista la Corriere della Sera. "Con quale pudore si mette mano alla legge elettorale nel momento in cui, tra meno di un mese, si deciderà dell’assetto costituzionale della giustizia? Aumentano ogni giorno cittadini e famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, il Paese sta arrancando nella stagnazione economica con gli investimenti pubblici e privati fermi e la risposta qual è? Lo scontro sulle regole?", domanda l'europarlamentare dem.
"Il premio di maggioranza non arriva mai a sfiorare quanto previsto dalle sentenze della Consulta, che avevano stabilito che con il 40% dei voti puoi ottenere il 55% degli seggi. In qualsiasi ipotesi siamo sempre sotto il 15%. Questa legge può piacere o meno, si può criticare la Meloni o Donzelli, ma resta una proposta più cauta e moderata dei criteri della Corte. È rispettosa della Costituzione", spiega oggi il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, in una intervista a Repubblica.
Per quanto riguarda l'assenza delle preferenze nel testo, Donzelli sottolinea che "Il dibattito parlamentare può sempre migliorare la riforma. Fratelli d’Italia è favorevole alla loro introduzione. Vedremo cosa fare alle Camere, ci confronteremo con tutti. E mi auguro che alla fine ci siano ulteriori cambiamenti".