Chi ha ragione tra Meloni e il Movimento 5 Stelle sulla spesa militare
Durante le comunicazioni di Meloni al Senato in vista del prossimo Consiglio europeo, la presidente del Consiglio ha accusato i pentastellati di nascondere gli investimenti nella difesa effettuati dai governi Conte. Meloni ha citato una serie di aumenti di svariati miliardi che oggi, a suo dire, il Movimento 5 Stelle non ha il coraggio di rivendicare. Per i pentastellati la premier "getta fumo negli occhi" per giustificare gli ulteriori aumenti della spesa militare previsti dal suo governo, in particolare i 14 miliardi concessi da Bruxelles attraverso l'attivazione della clausola di salvaguardia europea.
"Se c'è qualcuno che ha fatto delle cose oggi e non le rivendica vuol dire che se ne vergogna ma se se ne vergogna non doveva farle. Credo che questo sia il modo di operare per una politica seria", ha dichiarato Meloni in aula al Senato riferendosi alle spese militari fatte dai governi Conte. "I vostri conti sulla difesa – ha detto – "perché chi ci ascolta da casa possa valutare e giudicare la serietà delle contestazioni che vengono mosse" – sono tanto per cambiare totalmente sballati. Del resto stiamo ancora pagando per i conti che abbiamo sbagliato in passato. I fondi che il M5s quando era al governo ha investito sulla difesa non erano 2 miliardi in più all'anno".
A sostegno della sua ricostruzione, Meloni ha citato un aumento delle spese pari a 15 miliardi di euro tra il 2019 e il 2022, l'approvazione di 22 schemi di decreto ministeriale per un valore complessivo compreso tra 9 e 10 miliardi e l'istituzione di un fondo per l'ammodernamento della difesa da 12,5 miliardi, successivamente arrivato, secondo la premier, a 25 miliardi. "La domanda che io voglio fare è perché non avete il coraggio di rivendicarlo, perché non avete il coraggio di mettere la faccia su quello che avete fatto. Noi mettiamo la faccia su quello che abbiamo fatto perché non ce ne vergogniamo, perché quando ci vergogniamo di qualcosa non la facciamo, per cui se c'è qualcuno che ha fatto delle cose oggi e non le rivendica vuol dire che se ne vergogna ma se se ne vergogna non doveva farlo. Credo che questo sia il modo di operare per una politica seria", ha rimarcato.
Il punto sollevato da Meloni quando ricorda che anche durante i governi M5s la spesa militare è cresciuta, che sono stati finanziati investimenti militari e programmi di ammodernamento del settore, è fondato. Lo stesso Conte intervenendo in dichiarazione di voto l'ha confermato: "Certo non l'ho mai negato, siamo arrivati all'1,4% e 1,5%", ha detto riferendosi agli aumenti fatti negli anni in cui era presidente del Consiglio.
"Di certo non ho superato il 2% del Pil", ha proseguito ricordando l'impegno assunto dal governo Meloni per aumentare le spese militari fino al 5%. "Molte delle spese da lei citate sono state aggiuntive durante la pandemia per i nostri militari che hanno difeso e protetto gli italiani per strada e negli ospedali", ha aggiunto.
In realtà, sotto i suoi esecutivi, l'ex premier ha sempre confermato e mantenuto gli impegni internazionali presi con l'Alleanza atlantica, incluso l'obiettivo di portare la spesa militare al 2% del Pil.
Ad ogni modo, dal M5s hanno replicato alle contestazioni di Meloni accusandola di aver rifinanziato, pure lei, quegli stessi fondi negli ultimi quattro anni e addirittura con cifre più alte. "Sulle spese militari Meloni getta fumo negli occhi dell'opinione pubblica per provare a nascondere l'imbarazzante realtà di mettere 14 miliardi in più sulla difesa mentre gli italiani non riescono a fare benzina e a pagare le bollette", hanno commentato i capigruppo M5S delle Commissioni Difesa di Senato e Camera, Bruno Marton e Arnaldo Lomuti.
"Oggi al Senato ha cercato di dimostrare che anche Conte al governo aveva fatto grandi aumenti di spesa militare, tirando in ballo il fondo pluriennale per ammodernare la difesa istituito a fine 2020 che prevedeva finanziamenti da 12 miliardi spalmati su quindici anni (con 450 milioni l'anno per i primi anni), dimenticandosi di dire che lei quello stesso fondo lo ha finanziato a ogni manovra per oltre 22 miliardi (con 1,5 miliardi l'anno). Ha poi ricordato che con Conte sono stati approvati 22 decreti relativi a nuovi sistemi di difesa per 9-10 miliardi, senza dire che da quando c'è lei gli schemi approvati sono stati ben 78 per un totale per 36 miliardi", hanno contrattaccato. "I dati Nato, citati dalla nostra senatrice Castellone, non mentono: le spese militari nei tre anni di governi Conte hanno registrato un aumento annuo medio di circa 2 miliardi arrivando all'1,5 percento del Pil. Meloni ha già superato il 2% e per correre verso il folle traguardo del 5 percento chiede 14 miliardi in più solo nei prossimi due anni, che dovrebbero diventare centinaia nei prossimi anni secondo il folle impegno Nato sottoscritto da Meloni".