Fanpage Rumore Festival 2026

Conte al Festival di Fanpage.it: “Primarie non saranno divisive, dibattito su nome terzo è chiuso”

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Il presidente del Movimento Cinque Stelle ospite al Rumore Festival di Fanpage.it chiude sulle primarie: “Non saranno divisive e non ci sarà un terzo nome: se falliamo ci aspettano 10 anni di Meloni”.

"Serve un progetto solido e duraturo. Se falliamo la delusione sarebbe cocente e si rischierebbe di trovarci Meloni per i successivi 10 anni". Queste la parole di Giuseppe Conte, presidente del Movimento Cinque Stelle, nel Faccia a Faccia con i politici ospitato questa mattina nel corso del Festival Rumore di Fanpage.it. Intervistato dal direttore Francesco Cancellato e dal condirettore Adriano Biondi dopo Giovanni Donzelli, Deputato e Responsabile nazionale organizzazione Fratelli d’Italia. E sulle primarie aggiunge: "Dibattito sul terzo nome è chiuso. Nonostante il dibattito sul tema, non saranno primarie divisive", ha garantito.

La democrazia: "Un sistema difficile da realizzare, M5S sarà sempre contro le tendenze autoritarie"

"Il Movimento Cinque Stelle combatterà sempre le tendenze autoritarie e liberali, c'è la tendenza anche in Italia – ha ribadito Conte nel corso del suo intervento – Il discorso è sicuramente generale, la democrazia è un sistema difficile da realizzare, dobbiamo comprenderlo". E anche in Occidente la fatica inizia a sentirsi.

"La democrazia come se la passa negli Stati Uniti? In Israele sta dando buona prova di sé con un genocidio in atto? C'è la tendenza generale a pensare e a convincersi che l'autocrazia funzioni meglio, si prendono decisioni più veloci. La democrazia, invece, richiede fatica e rischia di afflosciarsi, come succede ad esempio, davanti all'astensionismo – spiega – A Palazzo Chigi c'è l'idea dell'uomo solo, della donna sola al comando. Non ho detto che sono fascisti, ma quel modello di potere concentrato nelle mani di una sola persona che possa avere tutte le leve di comando di un sistema così complesso come il nostro è un modello a cui guardano e che hanno provato a instaurare con il premierato. L'abbiamo scampata perché abbiamo un'istituzione che al Paese piace tanto: il Presidente della Repubblica. Hanno capito e l'hanno rimessa nel cassetto. Poi c'è stata questa proposta di legge".

Le prossime elezioni: "Se perdiamo rischiamo 10 anni di Meloni"

Una volta analizzati i risultati del sondaggio sulle prossime elezioni è emersa la possibilità di vittoria da parte del centrosinistra, a una distanza così esigua dal centrodestra che anche una forza politica come Italia Viva potrebbe risultare decisiva.

"Si tratta di undiscorso di logica politica. La politica ha delle sue logiche. Si può pensare di allargare tantissimo aggiungendo le forze politiche che contano lo 0.5, 0.3, 04 per vincere. Si rischia, però, di confezionare un progetto politico che porta alla vittoria, ma che si scioglie come neve al sole senza completare la legislatura – spiega Conte – Il progetto di governo di oggi può vantare la longevità, ma soltanto un cambiamento, quello sulla legge elettorale".  E poi aggiunge: "Sicuramente dobbiamo metterci nella condizione di poter governare. Il Paese non si cambia. Dopo un anno, due anni, iniziano le divisioni. Se falliamo, la delusione sarebbe ancora una volta cos' cocente che rischiamo di avere meloni per 10 anni".

E sulla possibilità di aprire e allargarsi anche a Renzi, aggiunge: "Non metto veti personali, ma un problema di affidabilità l'ho posto. E ho chiesto garanzie. C'è chi ha dimostrato, nella storia politica ancora più recente, di cogliere delle opportunità personali o di partito – spiega – Non intendo "garanzie giuridiche del tostapane", ma garanzie in prospettiva politica e non le ho chieste a Renzi o a Italia Viva. Le garanzie le deve dare chi ritiene indispensabile Renzi e Italia Viva".

La richiesta emerge, secondo Conte, da quanto si aspetta la comunità del Movimento Cinque Stelle. "Non pongo veti antipaticissimi in politica e la fiducia personale non è un metro che funziona. La mia comunità dovunque vado soffre questa presenza. Chiedo a Schlein garanzie politiche su chi domani, andando via, sia nella condizione di non fare danni".

Sicuramente quello a cui punta il centrosinistra è un progetto solido e duraturo. "Abbiamo costruito molto e molto bene con Pd e Avs. Qualche progetto si è allargato anche ad altre forze politiche. Ma non è questo il tema. Se serve un progetto e il primo obiettivo è quello di vincere, confidando che con le garanzie adeguate io possa portare tutta la mia comunità", aggiunge. Poi ammette l'apertura anche verso altre realtà. "Progetto civico di Onorato, oltre a più Europa e altre formazioni hanno fatto una scelta progressista rara. La vittoria è importante per tutti. Avrei voluto chiedere a Donzelli e chiedergli conto di introdurre una norma antidemocratica per eccellenza. Chi è in parlamento può presentare le liste senza fatica, chi è fuori deve raccogliere oltre 40mila firme. Questa è la casta della classe politica che è entrata".

Il discorso del programma, invece, è un "passaggio preliminare nelle sue risorse essenziali". E aggiunge: "Noi abbiamo già lavorato, non partiamo da zero. C'è un dibattito pubblico, ma ci sta: è la prima volta che andiamo insieme. Guardiamo la realtà, il lavoro che è stato fatto e gli obiettivi che abbiamo in comune. Parliamo di sanità, salari. Quando abbiamo risolto questi obiettivi, contrastando poteri forti e contrastando disugualianze. Allora potremo dire di avere un programma progressista".

E sul terzo nome chiude la discussione: "Non voglio alimentare dibattiti, pensavo a un candidato progressista, non moderato. Dobbiamo fare un programma che deve cambiare il Paese. In quattro anni è successo un disastro in Italia, fra l'altro in continuità con la linea di Draghi. Noi abbiamo sofferto tantissimo: il risultato è che l ricchezza in mano di pochi è cresciuta, insieme al potere. E tutti gli altri stanno malissimo. Tagli al mondo della disabilità, 6 milioni di cittadini in povertà assoluta che rinunciano alle cure. Quando parlavano di terzo nome non pensavo al moderato, ma a una figura più radicale". E sulle primarie aggiunge: "Vedo disorientamento rispetto a questo tema, ma non saranno divisive. Io sono al servizio di questo progetto e sono convinto che nessuno penserà mai di impostare delle primarie guardandoci negli occhi come nemici e avversari, sarebbe una follia. Le primarie si chiamano per senso di responsabilità".

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