Rumore Festival, Schlein: “Renzi? Non spetta a me dare garanzie, non ci divideremo per fare un favore alla destra”
A chiudere il dibattito sul Faccia a Faccia con i politici è stata la leader del Partito democratico Elly Schlein che ha messo al primo posto nel suo intervento la necessità di colmare le disuguaglianze.
"In questi anni abbiamo visto l'aumento delle disuguaglianze: fra nord e sud, di genere e generazionale. A dimostrarlo i 192mila giovani che sono andati via dall'Italia fra il 2019 e il 2023. Quando approcciarsi al mercato del lavoro porta proposte di lavoro precario e salari da fame, partire diventa una scelta obbligata per mancanza di opportunità. Per questo è nata una proposta sul diritto a restare, sul sostegno sul diritto alla casa, sul trasporto locale, sul fondo di sostegno sulle realtà innovative dei giovani. E sull'aumento di stipendi: oggi a parità di salario non si riesce a fare la spesa che si faceva un anno fa".
Molte le idee proposte, fra cui il sostegno alla creazione di un Cern europeo come suggerito dal premio Nobel Parisi e quella sul congedo paritario. "C'è tanta retorica sul supporto alle famiglie, ma il lavoro di cura è ancora a carico delle donne: il congedo paritario cambia la società e migliora la vita delle famiglie. In un'Italia in cui ci sono cinque mesi per le donne pagati all'80%, noi puntiamo alla redistribuzione del carico di cura. A questo si aggiunge l'introduzione di un salario minimo e l'intervento sui costi dell'energia, perché nel nostro paese i costi sono i più alti: occorre avere il coraggio di investire sulle rinnovabili".
L'alleanza per contrastare le destre: "Mia unica garanzia è che non faremo gli stessi errori"
Nel corso dell'intervento di Elly Schlein arriva la risposta a Giuseppe Conte, intervenuto in precedenza al Rumore Festival di Fanpage, che chiedeva alla leader del Pd di fare da garante per aprire a Renzi. "La mia unica garanzia è che non si rifaranno gli errori fatti nel 2022 e il favore alle destre di dividerci e di consegnare loro la vittoria. Abbiamo la responsabilità insieme di non commettere gli stessi errori per evitare altri cinque anni di governo Meloni e anche ambizioni verso il Quirinale", spiega.
Gli strumenti per restare uniti e cementare la coalizione per Schlein sono sostanzialmente due: "Uno è l'unità, l'altro è la coerenza nel progetto. Non mi sono mai appassionata di fare dei perimetri da sigla a sigla o da leader a leader. Il punto è la visione dell'Italia e la visione dell'Europa e dell'Unione Europea: dovremmo essere in grado di invertire l'avanzata delle destre nazionaliste che stano portando soltanto caos, guerre, recessione e inflazione. E lo stanno vedendo bene gli Stati Uniti".
Il programma dell'alleanza di centrosinistra
L'unione e la coerenza dovranno mostrarsi nel programma proposto. "Il lavoro sul programma non parte adesso, ma è partito oltre tre anni fa quando abbiamo firmato insieme la prima proposta unitaria sul salario minimo che valorizza i contratti rappresentativi contro quelli pirata. Poi ne abbiamo portate altre: una sul congedo parentale, una sulla riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, per redistrubuire ricchezza e tempo. Abbiamo fatto proposte anche sulla politica industriale e la sicurezza", spiega.
"Abbiamo già le basi su cui affinare questo programma comune, ma io vedo già una condivisione di strategie per riuscire a far ripartire l'Italia e riuscire a far stare meglio le persone, perché non possiamo continuare ad essere un Paese in cui la povertà assoluta ha toccato il record storico con circa 6 milioni di persone, 10% della popolazione, e in cui 6 milioni di italiani rinunciano a curarsi. L'ha detto anche Istat, l'ha detto il rapporto CENSIS – continua – Quando si hanno liste che durano anni per una gastroscopia o per una mammografia, è chiaro che non c'è più la prevenzione così e soprattutto chi ha i soldi va solo, salta la coda e va dal privato, chi quei soldi non ce li ha rinuncia a curarsi. Ecco, ho detto spesso in questi giorni una delle priorità che dobbiamo affrontare con l'alleanza progressista è come difendere l'articolo 32 della nostra Costituzione, il diritto alla salute". E aggiunge: "Se vogliono la sanità a misura del portafoglio, noi difenderemo quella di Tina Anselmi, la sanità universalistica che ti cura a prescindere dal portafoglio che c'hai in tasca e dalla carta di credito".
La ricerca del leader: ipotesi primarie
Sulla ricerca del leader del centrosinistra, invece, la discussione appare ancora aperta. "Prima dobbiamo fare il programma comune, poi la discussione sulla leadership. La gente si aspetta adesso i punti fondamentali, capire cosa cambia se vinciamo noi. Poi o si fa un accordo secondo cui a governare è il partito che ha preso più voti oppure si fanno delle primarie", spiega.
"Quando ho vinto le primarie avevamo due priorità: da una parte ricostruire il partito, dall'altra l'alleanza di centrosinistra che non sia contro i nostri avversari, ma per il nostro Paese. Non tutte le forze politiche accetta il leader che prende un voto in più e così ho dato la disponibilità alle primarie. Ho vinto le primarie Pd, io trovo che sia una grande possibilità di partecipazione popolare".
E sul terzo nome, su cui per Conte il dibattito era già chiuso, Schlein spiega: "C'è sempre stato chi ha provato a commissariarmi o a farmi fuori, Non abbiamo fatto il lavoro di riportare il Pd a sinistra per farmi spiegare da fuori che si vince al centro, con un leader più disponibile alle larghe intese o più moderato. Vogliamo e dobbiamo fare una proposta progressista, è tempo di provare una cosa diversa, con coraggio e convinzione. Non vuol dire fare a meno del centro. Io ho lavorato sempre per l'unità di tutta la coalizione che abbiamo riunito, pensate, dopo 20 anni, in tutte le elezioni regionali che si sono tenute l'anno scorso, erano sette insieme".
Le elezioni: "Vogliamo coinvolgere chi non si fida più della politica"
E ripensa a qualche mese fa: "Ad agosto tutta l'alleanza, dal Pd al Movimento Cinque Stelle, ad Avs, ai moderati, alle altre forze, abbiamo ho presentato i candidati nell'agosto del 2025, mentre Meloni e i suoi alleati stavano ancora litigando sul candidato del Veneto e della Campania. E questa roba non succedeva da 20 anni, soprattutto che non ci perdessimo in settimane a litigare sui candidati. Quindi la garanzia che non ci divideremo più viene dal lavoro comune paziente fatto in questi anni", spiega.
"Siamo un gruppo dirigente responsabile che però deve tenere presente una cosa in queste prossime settimane mentre affiniamo il programma". E procede a fare un altro esempio: "Al referendum di marzo di quest'anno sono andati a votare 15 milioni di persone che hanno detto no, come abbiamo fatto noi, a una riforma che non migliorava la giustizia per i cittadini, ma metteva i giudici sotto il controllo del governo. Ma di quei 15 milioni che hanno votato no, ci sono almeno 5 milioni che non hanno votato noi – e aggiunge – Come in queste settimane facciamo un percorso per affinare questo progetto che sia in qualche modo coinvolgente per quelle persone che non si fidano più della politica, che non si fidano più nemmeno tanto delle istituzioni e che hanno bisogno di un segnale che siamo qui soltanto per un motivo, cercare insieme a loro di migliorare la qualità concreta della loro vita ogni giorno".
La politica estera nel centrosinistra, fra Gaza e Ucraina
"Sulla politica estera molto spesso ci raccontano come totalmente divisi. Ieri ho citato Daniele Silvestri e ho detto Le cose che abbiamo in comune sono 4850, anche sulla politica estera", esordisce sul tema di politica estera e Ucraina.
"Le nostre forze insieme hanno presentato una mozione per dire al governo di non partecipare a quella farsa del Board of Peace che non sta lavorando per la pace perché a Gaza si continua a morire sotto le armi dell'esercito israeliano, così come per la mancanza degli aiuti umanitari indispensabili alla popolazione palestinese – inizia a elencare – Abbiamo insieme organizzato una manifestazione con 300.000 persone di solidarietà a Gaza, in cui abbiamo chiesto sanzioni per il governo criminale di Netanyahu, di sospendere l'accordo di associazione UE-Israele che non viene sospeso anche per il veto del governo italiano e questo non lo dobbiamo dimenticare. L'ha ricordato prima Nicola non ci torno, che un'altra proposta che abbiamo firmato con Conte, Fratoianni e Bonelli riguarda impedire il commercio dei prodotti che vengono dalle colonie illegali israeliane in Cisgiordania in questo Paese", aggiunge facendo riferimento all'intervento del leader di Avs che l'ha preceduta nel corso del festival.
"Abbiamo insieme condannato la violazione del diritto internazionale che Trump ha portato avanti sia nell'attacco al Venezuela che nell'attacco all'Iran. Anche su questo c'è una cosa che tutti pensiamo profondamente, che noi dobbiamo difendere il diritto internazionale e difendere le sedi multilateralı che sono sotto un attacco bestiale dalle destre di tutto il mondo. Prova ne è l'attacco alla giustizia internazionale". E aggiunge: "È gravissimo che gli Stati Uniti abbiano sanzionato la Corte Penale Internazionale, che peraltro è stata fondata con un Trattato di Roma, con il contributo di una donna straordinaria che voglio ricordare che si chiamava Emma Bonino. Noi dobbiamo difendere la Corte Penale Internazionale. Perché? Perché le destre nazionaliste, Trump, Putin, Netanyahu attaccano la giustizia internazionale? Perché culturalmente non accettano che ci sia alcuna legge sopra di loro e vogliono sostituire il diritto internazionale con la legge del più ricco e con la legge del più forte, ma noi non lo possiamo accettare".
Schlein su Meloni: "È la prima premier donna e ha fatto a colpi di fiducia una legge elettorale che cancella parità di genere"
A conclusione del suo intervento Schlein si esprime anche su Giorgia Meloni: "È la prima presidente del consiglio donna e ha appena fatto approvare a colpi di fiducia una proposta che cancella la parità di genere. Hanno diminuito il numero di nidi costruiti sul PNRR e dimezzato i costi su quelli che dovrebbero partite. Quando non ci sono abbastanza nidi chi rinuncia a lavorare sono le donne. Se sosteniamo l'occupazione femminile ne risentirà anche la crescita in questo Paese. Avevamo votato per le norme di contrasto alla violenza di genere, avremmo voluto approvare anche la legge sul consenso. Quattro giorni dopo ci sono state le regionali, Salvini ha preso il doppio dei voti di Fratelli d'Italia. E la legge resta bloccata in Senato – spiega Schlein – In una serie di scelte si vede chiaramente che questo governo non ha migliorato le condizioni delle donne. Non ce ne facciamo granché di una premier donna se non riusciamo a migliorare le condizioni in cui viviamo".