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Fratoianni a Rumore Festival: “Chi vince le primarie non comanda, vogliamo la patrimoniale nel programma”

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Nicola Fratoianni, al Rumore Festival, rilancia la patrimoniale sulle grandi ricchezze e promette lo stop all’aumento delle spese militari e il riconoscimento della Palestina se il centrosinistra andrà al governo. Sulle primarie del campo largo avverte gli alleati: “Non è che chi vince comanda, prima il programma”.

Sul palco del Rumore Festival, il leader di Alleanza Verdi-Sinistra Nicola Fratoianni ha chiarito la sua posizione su alcuni dei nodi che ancora attanagliano il campo largo. Dalle primarie all'Ucraina, passando per il riarmo e la patrimoniale.

"Da un decennio in questo Paese sul fisco, assistiamo a una manovra che ha sempre un unico segno, regressivo anziché progressivo. Eppure la Costituzione ci dice che il fisco è orientato alla progressività. È una cosa semplice: chi ha nulla paghi nulla, chi ha poco paghi poco e chi ha molto paghi molto. Siamo andati in direzione ostinata e contraria. Bisogna cambiare", ha esordito.

Il segretario di Sinistra Italiana ha illustrato le proposte di Avs sul fisco. "La verità è che siamo arrivati qui per una lunga subalternità del centrosinistra del centrodestra. C'è una larga maggioranza del Paese che non ce la fa più. Noi proponiamo di eliminare gli scaglioni, che alimenta il fiscal drag, un altro gigantesco furto al mondo del lavoro. Noi proponiamo la "funzione continua", che esiste già in Francia e in altri Paesi, che consente di stabilire sulla base dell'incremento della curva del reddito l'incremento del prelievo fiscale. Ha un costo di circa 22 miliardi ma non è una cosa che si fa in un giorno", ha chiarito.

Patrimoniale, Fratoianni: "Gli italiani la vogliono, irragionevole dire di no"

Quanto alle coperture, Fratoianni non ha dubbi: "Come la paghiamo? Innanzitutto con un'imposta sulle grandissime ricchezze superiori a 5 milioni di euro è buon senso. La nostra proposta chiede a chi ha 6 milioni di euro più o meno 6mila euro l'anno. Una sciocchezza. Non è vero che odiamo i ricchi, noi odiamo la povertà", ha sottolineato.

Per il leader è "irragionevole" continuare a dire di no alla patrimoniale. "Non è vero che i capitali scappano. Ci sono diversi studi che hanno rivelato che sono pochissimi ad andarsene. Chi ha grandi patrimoni in genere non se ne va perché quei patrimoni sono costruiti e legati da un rapporto col territorio. Non è che da un giorno all'altro se ne vanno".  Per Fratoianni è chiaro che la patrimoniale dovrà far parte del programma del campo largo. "Non è vero che se dici "patrimoniale" non si vince le elezioni. Tutti i sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani, anche tra gli elettori del centrodestra, vuole la patrimoniale".

Fratoianni: "Se vinciamo, in primo Cdm revoca impegno con Nato su spese militari"

Poi il riarmo. "Se il centrosinistra vincerà le prossime elezioni, nel primo Consiglio dei ministri, verrà revocato l'accordo preso dall'Italia con la Nato di portare la spesa militare al 3,5% al 5% poi per quello che riguarda la spesa indiretta", ha dichiarato. "Altrimenti non facciamo un governo di alternativa. E aggiungo che al primo consiglio dei ministri faremo anche un'altra cosa, che non cambierà la storia, non cambierà la sorte, ma e' rilevante: il riconosciamo dello Stato palestinese".

Primarie, Fratoianni: "Sono perplesso, non è che chi vince comanda"

L'unico metodo per trovare una sintesi nel campo largo è "la politica", ha spiegato. "Noi abbiamo costruito convergenze che fino a poco tempo fa erano impensabili", ha aggiunto, elencando proposte come il salario minimo, lo stop al commercio italiano con i prodotti che arrivano dalle colonie illegali di Israele in Cisgiordania. E ancora la condanna all'attacco al Venezuela, a quello in Iran, all'embargo a Cuba, fino al congedo paritario.

Sull'Ucraina "non abbiamo posizioni contrapposte. Siamo tutti d'accordo sul fatto che Putin ha aggredito l'Ucraina. Non ci sono filoputiniani tra di noi", ha assicurato Fratoianni. "D'altronde ci accusano tutti i giorni di essere antisemiti perché condanniamo Netanyhau. Penso però che abbiamo la responsabilità di tenere insieme la discontinuità su una linea che ha fatto prevalere l'escalation militare. Dobbiamo distanziarci da chi ha confuso la difesa dell'Ucraina con la guerra fino alla distruzione. Bisogna discutere di una proposta che metta in campo la normalizzazione dei rapporti. Smettiamo le tentazioni di guerra, costruiamo un'offensiva diplomatica affinché Putin abbia chiaro che così non possiamo andare avanti".

Fratoianni: "La crisi climatica è la priorità"

Per Fratoianni la crisi climatica è la priorità. "Se salissimo al governo, la prima cosa che faremmo sul clima è sbloccare le autorizzazioni sulle rinnovabili. O assumiamo questo tema come centrale o ci condanniamo all'inefficacia. È evidente che la portata della crisi climatica che ci sta travolgendo rischia di rendere impraticabili tutte le battaglie che facciamo su altri fronti. Affrontare la crisi climatica significa anche affrontare il problema della disuguaglianza nel nostro Paese.

Primarie, Fratoianni: "Prima si fa il programma, non è che chi vince comanda"

Sulle primarie "ho fatto un voto, di non parlare più della leadership", ha ironizzato il leader di Avs. "Ho molte perplessità, l'ho sempre detto, e penso che sarebbe stato meglio trovare altre soluzioni. C'è una cosa su cui non transigo: sono contro il premierato. Sono contro il premierato per ragioni politiche, per ragioni costituzionali, e faccio un avviso ai naviganti e alle naviganti: si vogliono fare per forza le primarie? Ce ne faremo una ragione".

Ma Fratoianni ci tiene ad avvertire gli alleati: "Non è che chi vince le primarie comanda e impone il suo programma. Il programma si fa prima". "Non ho ancora trovato nessuno che mi fermi per chiedermi chi sarà il prossimo leader. Chi mi ferma mi chiede cosa faremo per cambiare il paese. Non so se le primarie sono inevitabili ma o ci concentriamo sulle altre priorità oppure tutto il resto scivola sulla superficie e non ce lo possiamo permettere", ha proseguito.

"Se ci arriveremo discuteremo se schierare un candidato nostro o meno. Non è che chi vince comanda, prima si fa il programma.  È il cuore della questione. O siamo in grado di definire prima di ogni scelta della leadership qual è la natura della proposta politica che offriamo al Paese o questa cosa non finisce bene. Questa volta nessuno può lontanamente pensare di ripetere il suicidio politico del 2022. Chi si assume questa responsabilità dovrà risponderne. Si mettano tutti una mano nel cuore, facciamo quello che il Paese ci chiede ma soprattutto facciamolo presto e bene", ha concluso.

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