Chi è Nuccio Altieri, il leghista nominato alla guida dell’Anticorruzione e perché le opposizioni protestano
La guida dell’Autorità nazionale anticorruzione potrebbe passare nelle mani di un esponente della Lega. Ieri, 5 novembre, il Consiglio dei ministri ha deliberato l’avvio della procedura per la nomina di Trifone "Nuccio" Altieri, già responsabile del dipartimento Difesa del partito di Matteo Salvini, alla presidenza dell’Anac. Altieri prenderebbe il posto di Giuseppe Busia, il cui mandato è scaduto lo scorso settembre.
La decisione del governo ha immediatamente provocato le reazioni delle opposizioni. Al centro delle contestazioni c’è soprattutto una questione: può un dirigente di un partito di maggioranza guidare un’autorità indipendente che ha il compito di vigilare sulla correttezza dell’azione della pubblica amministrazione, sugli appalti e sulla prevenzione della corruzione? Una domanda che, secondo i partiti di opposizione, riguarda il rapporto tra politica e organismi di controllo, ma anche il modo in cui vengono gestiti i soldi pubblici.
Chi è Trifone "Nuccio" Altieri
Trifone Altieri, detto Nuccio, è nato a Conversano, in provincia di Bari, il 27 settembre 1975. È laureato in Scienze politiche ed è giornalista pubblicista.
La sua carriera politica è iniziata nel centrodestra. Nel 2014 è entrato alla Camera dei deputati dopo essere stato eletto nelle liste del Popolo della Libertà. Nel corso della legislatura è passato da Forza Italia al gruppo dei Conservatori e Riformisti, poi a Direzione Italia e infine alla Lega, nel novembre 2017. È rimasto deputato fino al marzo 2018.
Prima dell'esperienza parlamentare era stato vicepresidente della giunta della Provincia di Bari e assessore alla Cultura e al Turismo. Negli anni successivi ha ricoperto diversi incarichi in società ed enti: è stato presidente di Invimit Sgr, società partecipata dal Ministero dell'Economia, e dal maggio 2023 siede nel consiglio di amministrazione di Leonardo. Nel curriculum depositato nel 2026 per la candidatura al nuovo consiglio di amministrazione di Leonardo risulta anche presidente del consiglio di amministrazione di Fincantieri Infrastructure, incarico indicato come ancora in corso.
Le critiche delle opposizioni: "Un uomo di partito alla guida dell’Anticorruzione"
Tra le reazioni più dure c’è quella del Movimento 5 Stelle. Gli esponenti pentastellati delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia parlano di una nomina "irresponsabile e indecente" e accusano il governo Meloni di essere all’assalto degli organismi di controllo.
Per il M5S, la nomina di Altieri è un altro segnale della volontà del governo di indebolire gli organi che hanno il compito di controllare il suo operato. I parlamentari pentastellati ricordano anche gli scontri tra il governo e il presidente uscente dell’Anac, Giuseppe Busia, in particolare dopo le sue critiche al nuovo Codice degli appalti nel 2023. "Che titoli ha Altieri per ricoprire il ruolo?", chiedono, contestando soprattutto la sua vicinanza politica alla Lega.
Anche il Partito Democratico critica duramente la decisione. La senatrice Enza Rando, responsabile nazionale Legalità e lotta alle mafie del Pd, definisce la scelta "irresponsabile e gravissima". L'Anac, secondo Rando, deve essere un organismo di garanzia al servizio delle istituzioni e dei cittadini, non un luogo in cui collocare esponenti di partito. La senatrice ha inoltre ringraziato Busia per il lavoro svolto, chiedendo che fosse garantita continuità all'indipendenza dell'Autorità.
Ancora più nette le parole di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra: "Hanno ucciso l'Anac", ha dichiarato. Bonelli sostiene che il governo stia progressivamente indebolendo gli organismi di controllo e denuncia il rischio che chi deve vigilare sul potere finisca per essere scelto proprio da chi quel potere lo esercita. L'esponente di Avs ha inoltre richiamato le norme che prevedono un limite temporale rispetto agli incarichi ricoperti nei partiti politici.
Dura anche la reazione del leader di Azione Carlo Calenda, che su X ha commentato la scelta con poche parole: 2Oltre la lottizzazione. Ma molto oltre. Che vergogna".
Che cos'è l'Anac e perché dovrebbe essere indipendente
L'Autorità nazionale anticorruzione è un organismo amministrativo indipendente. Il suo compito è prevenire la corruzione e vigilare sul rispetto delle regole nella pubblica amministrazione. Non è una Procura e non è un tribunale, non stabilisce chi è colpevole di un reato e non manda nessuno in carcere. Si occupa di controllare, prevenire, verificare e, nei casi previsti, sanzionare le irregolarità amministrative.
Una parte molto importante del suo lavoro riguarda gli appalti pubblici. Ad esempio, quando un Comune assegna i lavori per costruire una scuola, ristrutturare una strada o gestire un servizio pubblico, vengono utilizzati soldi dei cittadini. L'Anac vigila affinché le procedure rispettino le regole, siano trasparenti e non favoriscano qualcuno in modo illegittimo.
Ma il suo lavoro non finisce con gli appalti. L'Autorità controlla anche il rispetto degli obblighi di trasparenza delle amministrazioni, le misure di prevenzione della corruzione, il conferimento di incarichi pubblici e alcune situazioni di conflitto di interessi. Si occupa inoltre delle segnalazioni di illeciti e può trasmettere alle autorità competenti le irregolarità che emergono dai suoi controlli.
Quindi l'Anac è uno degli strumenti attraverso cui si cerca di fare in modo che chi amministra rispetti le regole quando gestisce risorse pubbliche. Ecco perché la sua autonomia non è un dettaglio burocratico, anzi, una condizione prevista proprio per consentirle di controllare le amministrazioni senza dipendere da chi le governa.
La regola dei tre anni e il nodo dell'incarico nella Lega
Il Codice di condotta del presidente e dei componenti del Consiglio dell'Anac, che richiama l'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 150 del 2009, prevede che il presidente e i componenti dell'Autorità non possano essere scelti tra persone che ricoprono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici, né tra chi abbia ricoperto queste cariche nei tre anni precedenti alla nomina. La stessa norma stabilisce che non debbano avere interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni dell'Autorità.
È una regola pensata per proteggere l'indipendenza di chi è chiamato a controllare la pubblica amministrazione. Nel caso di Altieri, questo apre una questione concreta, le cronache lo indicano come responsabile del dipartimento Difesa della Lega anche nei mesi precedenti alla decisione del governo. Bisognerà quindi chiarire quale sia la natura formale di questo incarico e se rientri nella nozione di "carica in un partito politico" prevista dalla norma.
Anche l'iter di nomina prevede un passaggio di garanzia. La decisione del Consiglio dei ministri non basta, da sola, a rendere definitiva la nomina, è necessario il parere favorevole delle commissioni parlamentari competenti, che deve essere espresso con una maggioranza dei due terzi dei componenti. Successivamente la procedura torna in Consiglio dei ministri e si conclude con il decreto del presidente della Repubblica.