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Riforma legge elettorale del Governo Meloni

Legge elettorale, in diretta l’esame alla Camera: oggi la terza fiducia al governo. Protesta opposizioni: “Riforma incostituzionale”

Oggi il testo della legge elettorale prosegue l’esame alla Camera: in diretta su Fanpage.it la giornata politica da Montecitorio. I deputati si preparano a votare per la terza volta in due giorni la fiducia al governo Meloni, sull’articolo 3. Il testo procede blindato e le opposizioni protestano: “Un testo incostituzionale” per il Pd, una “legge infame” per Avs.

7 Ottobre 2026 , 07:02
A cura di Luca Pons
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In diretta l'esame della legge elettorale alla Camera: oggi si vota la fiducia al governo sull'articolo 3 della riforma, ancora con voto palese. Atteso domani il voto decisivo a scrutinio segreto. Oggi alle ore 9 partono le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia per l'articolo 3. Sarà un'altra occasione, per i partiti, di difendere o contestare la riforma. Poi si proseguirà, eventualmente anche in notturna, con l'ultimo articolo da approvare, il numero 8.

Non si fermano le proteste delle opposizioni: "Nel tentativo di mettere qua e là una pezza sugli elementi più macroscopicamente incostituzionali, la destra è riuscita a fare persino peggio", ha commentato la deputata del Pd Simona Bonafè. "Una legge infame, perché solo così si può chiamare una norma che impone la raccolta di 450mila per la presentazione delle liste", ha attaccato l'esponente di Alleanza Verdi-Sinistra Filiberto Zaratti. Resta accesa la contestazione sul numero di firme da raccogliere per presentarsi, ma anche sulle preferenze, sul premio di maggioranza e sull'indicazione del candidato presidente del Consiglio sulla scheda elettorale.

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Oggi la legge elettorale alla Camera: news in diretta

La legge elettorale ha quasi terminato il suo iter in Parlamento: oggi, 7 ottobre, alla Camera i deputati dovranno votare la fiducia sull'articolo 3 della riforma, poi approvare anche l'articolo 8. Domani, invece, il voto conclusivo con scrutinio segreto. Le opposizioni continuano a protestare contro la legge, per il numero di firme necessarie per candidarsi, ma anche per il premio di maggioranza e l'obbligo di indicare il o la candidata premier sulla scheda.

A cura di Luca Pons
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