13 Maggio 2021
20:31

Calenda si cancella dal gruppo pro-brevetti sui vaccini a cui era iscritto a sua insaputa

Qui su Fanpage.it vi abbiamo raccontato la storia dell’intergruppo informale al Parlamento europeo che difende i brevetti sui vaccini. Vi abbiamo detto che a farne parte ci sono per lo più eurodeputati dell’area di centrodestra, ma non solo. Fra i membri risultava infatti anche Carlo Calenda, leader di Azione. Dopo il nostro articolo, però, il suo ufficio stampa ci ha contattati per una rettifica, in quanto l’eurodeputato non sapeva di far parte di tale gruppo e di aver firmato anche alcune lettere che questo ha inviato. Ecco come stanno le cose.
A cura di Annalisa Girardi

Ieri vi abbiamo raccontato la storia dell'intergruppo informale al Parlamento europeo che difende i brevetti sui vaccini, e dei suoi rapporti con una lobby che tutela i diritti di proprietà intellettuale. Vi abbiamo detto che a far parte di questo gruppo ci sono per lo più eurodeputati dell'area di centrodestra, ma non solo. Fra i membri risultava infatti anche Carlo Calenda, leader di Azione. Prima di pubblicare il nostro pezzo abbiamo – più volte e invano – provato a contattare il suo ufficio stampa per chiarire la posizione dell'europarlamentare rispetto alla questione dei brevetti, tema su cui si sta aprendo una discussione internazionale, senza però appunto ricevere una risposta. Oggi abbiamo ricevuto una richiesta di rettifica da parte dell'ufficio stampa, che pubblichiamo qui integralmente:

In merito al vostro articolo del 12 maggio 2021 intitolato "Da Calenda ai leghisti, chi sta con la lobby che difende Big Pharma e i brevetti sui vaccini", teniamo a specificare che le informazioni riguardanti l’onorevole Calenda sono errate.
L’Onorevole Calenda non ha sottoscritto la partecipazione al gruppo informale chiamato "Innovation, Brands and Intellectual Property – The Future of Europe’, la cui posizione sulla proprietà intellettuale dei vaccini non rispecchia quella dello stesso Calenda, come dimostrano anche i voti espressi nelle passate sessioni Plenarie del Parlamento europeo.
Con questa precisazione chiediamo quindi di modificare il titolo del pezzo che, al contrario, accredita una tesi inesatta.
Cordiali Saluti

Ufficio Stampa Azione

Abbiamo quindi contattato il team dell'onorevole a Bruxelles e ci hanno spiegato che Calenda non sarebbe al corrente di essere tra i membri dell'intergruppo informale di cui abbiamo parlato nel nostro articolo. Tuttavia, al 12 maggio (quando abbiamo pubblicato la nostra inchiesta) il nome del leader di Azione risultava tra i membri dell‘Innovation, Brands & Ip – The Future of  Europe, questo il nome dell'intergruppo informale pro-brevetti presieduto dall'eurodeputata leghista Gianna Gancia, molto attiva per la difesa dei diritti di proprietà intellettuale sui vaccini.

Non solo, il nome di Calenda risultava anche tra i firmatari di una lettera aperta datata 14 dicembre 2020 e indirizzata alla commissaria europea per la Concorrenza, Margrethe Vestager, a quella per l'Innovazione, Marija Gabriel, e a quella per la Salute, Stella Kyriakidou, in cui si sottolineava come proprio grazie ai meccanismi di proprietà intellettuale che incentivano la ricerca si sia arrivati così velocemente a sviluppare un vaccino contro il coronavirus e si chiedeva alla Commissione di mantenere questo sistema.

Dal team di Calenda al Parlamento europeo ci hanno raccontato che a inizio mandato sono arrivate all'eurodeputato diverse richieste di adesione a vari intergruppi, ma che per quanto riguarda quello citato dal nostro articolo non è mai stata data alcuna conferma. Hanno inoltre affermato che non ci sia stato alcuno scambio esplicito con il gruppo informale di cui parliamo o con la lobby che si occupa dell'organizzazione. Non solo, hanno anche sottolineato che tutte le dichiarazioni fatte dal leader di Azione e tutte le votazioni espresse al Parlamento europeo vanno nella direzione opposta a quella sostenuta dall'intergruppo.

Da parte del Consumer Choice Center ci hanno confermato di aver parlato con lo staff dell'europarlamentare e che il suo nome verrà cancellato dal sito e non configurerà più tra i membri dell'intergruppo. Che, per quanto informale, vede comunque nella pagina online il simbolo del Parlamento europeo. Dall'organizzazione ci hanno anche ribadito che in tutti i documenti in loro possesso risultava la firma dell'onorevole, ma che ad ogni modo il suo nominativo verrà tolto e l'eurodeputato non farà quindi più parte del gruppo.

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