"Con le forze politiche con cui siamo al governo stiamo scrivendo un’agenda di impegni ambiziosi su temi come economia, ambiente, giustizia. Poi le singole situazioni verranno viste sui territori, passo dopo passo. Il Movimento ha una sola strategia, fare le cose. E con questo governo le stiamo facendo", commenta il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in un'intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera. Ma nel frattempo, lo scontro con Italia Viva non sembra dar fiato alla maggioranza: la frattura con il partito di Matteo Renzi si è concretizzato negli ultimi giorni sulla riforma del processo penale, approvata dal governo senza le ministre di Italia Viva, e sulla prescrizione. "Dispiace quando, in un governo che dovrebbe lavorare in squadra, c’è una forza politica che si isola. Detto questo, stiamo parlando di una riforma che tutti gli italiani ci chiedono per accelerare i tempi della giustizia. Non ci possono essere veti e chi li pone dovrebbe poi spiegare ai cittadini che sta bloccando una riforma fondamentale. Si lavora insieme, ci si confronta, ma la politica dei veti non serve agli italiani", taglia corto il Guardasigilli.

Non per questo, prosegue Bonafede, i renziani sono stati estromessi dalle decisioni: il ministro conferma di aver lavorato insieme negli ultimi mesi e di aver aperto al confronto su molti temi in materia di giustizia, ma ora Italia Viva si sarebbe "fissata su un punto". Quello, appunto, della prescrizione. Il pentastellato spiega di puntare all'impunità e alla riduzione dei tempi dei processi: "Con il Pd e Leu, che pure ha un numero di parlamentari inferiori, si è lavorato alla pari. L'isolamento di Italia Viva è totalmente irragionevole", accusa il ministro.

Secondo Bonafede il partito di Renzi non starebbe più facendo gli interessi della maggioranza, andando a votare con l'opposizione e bloccando le proposte del governo. Il Guardasigilli non sembra disposto a ritrattare sul lodo Conte bis, definito incostituzionale dall'ex presidente del Consiglio e nodo dello strappo tra le forze di maggioranza: "Abbiamo discusso tanto nella maggioranza, il lodo Conte bis è il punto di arrivo di un accordo. Rallentare questa riforma sarebbe particolarmente grave, si bloccherebbe il Paese". Bonafede quindi sottolinea che il lodo Conte non sia stato inserito nella riforma del processo penale solo per allontanare lo scontro frontale con Renzi, ma perché "la maggioranza  è d’accordo su quella norma e perché è bene che ci sia un disegno unico".

Il ministro allontana quindi le voci di corridoio che vedrebbero Italia Viva pronta a sfiduciarlo, definendole illogiche: "Ciascuno fa quel che ritiene e si assume le proprie responsabilità. Quando l’argomentazione diventa provocazione, il modo peggiore di rispondere è caderci. La mia riforma è in vigore, il lodo Conte bis è una buona norma, ma non è la mia legge sulla prescrizione. Io alle polemiche e alle provocazioni non ho mai risposto, se non per dire che i cittadini hanno bisogno della riforma in tempi celeri". E conclude parlando degli attacchi ricevuti: "Mi sono state  portate delle offese personali, ma non mi interessa e rispetto tutti. La questione non è personale. Si parla del bene del Paese e io ho giurato sulla Costituzione. Si possono raggiungere obiettivi insieme, gli attacchi me li aspetto dall’opposizione".