Ore 16:45 – Nel suo breve intervento il garante del Movimento 5 Stelle ribadisce la volontà di andare fino in fondo nel percorso verso il referendum consultivo per l'uscita dall'euro: "Raccoglieremo 3 milioni di firme per la legge di iniziativa popolare e poi vedremo chi si assumerà la responsabilità di non discuterla in Parlamento. Con questa piccola modifica alla Costituzione poi faremo il referendum consultivo e vedremo quanta gente vuole l'uscita dall'euro. Io credo che sia possibile arrivare ad un risultato storico". Poi qualche stoccata a Salvini, "felpa nella notte", che è stato "costruito dai media per marginalizzare il Movimento 5 Stelle" e che ha "la compagna ricoverata in Regione"; e infine l'affondo su Mafia Capitale: "Noi siamo diversi, non apparteniamo a questo mondo. La telefonata di Buzzi che teme per l'avanzata del Movimento mi riempie di orgoglio, perché siamo l'unica forza credibile".

Ore 16:30 – Nella prima fase di presentazione della proposta sono i tre parlamentari del Movimento 5 Stelle a presentare la proposta di uscita dall'euro e le modalità (con tanto di tempistiche) con la quale verrà portata avanti. È poi Laura Castelli a sintetizzare la tempistica: entro maggio la consegna delle firme, a dicembre "finalmente" il referendum consultivo. Poi, è la volta di Beppe Grillo.

Come vi stiamo raccontando, dal 13 dicembre il Movimento 5 Stelle comincerà la raccolta firme per una legge costituzionale di iniziativa popolare che renda possibile l’indizione di un referendum consultivo per uscire dall’euro. Il percorso è per forza di cose complicato ma, in ogni caso, parte dalla raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare, per la quale è necessario raccogliere 50mila firme in almeno sei mesi.

La campagna del Movimento è già partita, con Beppe Grillo al Senato assieme ai parlamentari Lezzi, Sorial e Castelli. Come si legge sul blog del garante del Movimento, “da un lato la maggioranza a guida Pd si disinteressa della macelleria sociale provocata dalla moneta unica, dall'altra Salvini critica l'euro ma non prende alcuna iniziativa per uscirne: il M5S è invece convinto che l'arma del referendum consentirà a milioni di cittadini di informarsi e far sentire alle élite italiane ed europee la loro voce fino ad ora emarginata”. La ratio dietro la decisione è chiara, come prova a spiegare lo stesso Beppe Grillo sul suo blog:

Più firme raccoglieremo più costringeremo televisioni, giornali e partiti a parlare di euro e a gettare la maschera sugli interessi che protegge. Un dibattito a carte scoperte è quello che è mancato in Italia prima di entrare nell'euro. È inaccettabile che anche al culmine della crisi alimentata dalla moneta unica i cittadini siano lasciati al loro destino.

L'euro è insostenibile perché disegnato su misura per la Germania e le oligarchie finanziarie. Dentro questa gabbia non è possibile nemmeno reagire e spezzare il circolo vizioso perché all'Italia manca sovranità monetaria e di spesa per rilanciare domanda, lavoro e investimenti.

I portavoce 5 stelle parleranno di tutto questo in un appuntamento streaming da non perdere per nessun motivo.