Sigarette, dal 2027 possibile maxi aumento di 5 euro a pacchetto: tassa arriva in Parlamento con 50mila firme

In Parlamento arriva la proposta di legge per alzare il prezzo delle sigarette di 5 euro al pacchetto, da applicare sia alle sigarette ‘tradizionali' sia ai liquidi per quelle elettroniche. L'iniziativa, promossa da Aiom, Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, ha raggiunto le 50mila firme necessarie per una proposta di legge di iniziativa popolare. Ora il testo sarà consegnato alla Camera o al Senato, dove però non è detto che il suo iter continui.
Cosa prevede la tassa di 5 euro al pacchetto sulle sigarette
Il testo della proposta chiarisce subito che l'obiettivo è la "tutela della salute pubblica". Infatti, i soldi servirebbero per finanziare il Servizio sanitario nazionale. Se la proposta dovesse essere approvata dal Parlamento quest'anno, l'aumento di 5 euro al pacchetto scatterebbe dal 1° gennaio 2027.
Si tratterebbe di una "accisa specifica di euro 5,00" per tutti i "prodotti da fumo e da inalazione di nicotina". Si applicherebbe allo stesso modo su tutti i prodotti, a prescindere dal prezzo di partenza. Sarebbero colpiti:
- sigarette (5 euro per ogni pacchetto da venti)
- sigari o sigarilli
- tabacco trinciato per arrotorale o per pipa (5 euro ogni dieci grammi)
- tabacco riscaldato (confezioni di stick o cartucce equivalenti a venti sigarette)
- liquido da inalazione, con o senza nicotina (5 euro ogni dieci millilitri)
- quantità equivalenti per gli altri prodotti destinati a fumo o inalazione
Sarebbero esclusi, invece, tutti i prodotti farmaceutici che contengono nicotina o che comunque servono per smettere di fumare.
I soldi verrebbero usati per finanziare il Servizio sanitario nazionale. "Già altri Paesi Europei hanno aumentato drasticamente il prezzo delle sigarette e hanno ottenuto ottimi risultati", spiegano i promotori. In Francia il prezzo è salito da 7 a 13 euro tra il 2017 e il 2025, e la percentuale di fumatori è scesa dal 27% al 18%. In Irlanda un aumento di due euro (da 13 a oltre 15 euro) tra il 2019 e il 2025 ha causato una discesa dal 23% al 18%.
Cosa succede ora
La raccolta firme per la proposta di legge ha appena superato le 50mila sottoscrizioni. Questa è la soglia da raggiungere, fissata dalla Costituzione. L'obiettivo è arrivato con parecchio anticipo, dato che legalmente c'era tempo fino al 20 luglio per portare a termine la campagna.
Ora il testo passerà al Parlamento. Va detto che il raggiungimento delle 50mila firme non significa necessariamente che la proposta di legge sarà approvata. Anzi, non è detto nemmeno che verrà discussa da Camera e Senato. Come più volte lamentato in passato da associazioni e organizzazioni, il Parlamento spesso lascia cadere nel vuoto questo tipo di iniziative.
Non esiste una legge che obblighi i parlamentari a discutere le proposte di legge di iniziativa popolare. I regolamenti parlamentari aggiungono qualche paletto, ma si parla comunque di passaggi marginali. Insomma, i promotori (e i firmatari) dell'iniziativa dovranno continuare a tenere alta l'attenzione se vogliono che la proposta sia quantomeno discussa dalle relative commissioni parlamentari. Anche per questo la raccolta firme continuerà, per aumentare la ‘pressione' popolare sul Parlamento.