Autonomia, Maurizio Landini (Cgil): “Questo Paese è già abbastanza diviso. Progetto va bloccato”
"La prima cosa che va sottolineata è che bisogna bloccare il progetto di autonomia differenziata": così il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha commentato l'incontro svoltosi oggi a palazzo Chigi fra governo e sindacati. La riunione è stata dedicata ai fondi per il Sud e il rilancio del Mezzogiorno, un tema che non poteva evitare la questione delle autonomie. "Questo Paese è già abbastanza diviso", ha detto Landini, "e non c'è bisogno di dividerlo ulteriormente". Il segretario ha sottolineato che "avere un piano straordinario per il Sud vuol dire avere un'idea del Paese unito, di un Paese che è in grado di agire anche in Europa per cambiare le politiche europee".
Landini ha quindi aggiunto: "Abbiamo bisogno di un piano di investimenti a livello nazionale che non si fermi a domattina ma sia in grado di definire nei prossimi anni quali infrastrutture vadano messe in campo, sia materiali come ferrovie e strade, ma anche sociali come scuole e ospedali". Proprio il diritto all'istruzione e alla sanità, così come al lavoro e allo stato sociale, vanno garantiti, ha proseguito i segretario. Landini ha poi spiegato che si tornerà sulla questione nei prossimi mesi: "Gli incontri di oggi sono serviti a raccogliere idee e proposte per poi prendere decisioni". E ha concluso annunciando che si è parlato di una Banca del Mezzogiorno: "Era un modo per rispondere a una nostra richiesta, che era quella di avere un'agenzia nazionale per lo sviluppo e di mettere insieme i vari soggetti che oggi operano, Cdp e non solo".
Luigi Di Maio: "Autonomia non deve indebolire l'Italia"
Sulla questione oggi è anche intervenuto il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, che in un post su Facebook ha scritto: "Stiamo scrivendo una nuova autonomia, un'autonomia migliore. Le risorse devono essere ripartite equamente in tutta Italia. Le università del Sud avranno un ruolo cruciale nel seguire tutto il percorso. E questo è fondamentale, perché credo che l'autonomia si debba fare, ma senza danneggiare altre regioni. Per arrivare a questo, le altre regioni devono essere messe nella condizione di cogliere un'occasione storica: quella di un'autonomia che ci permetta di garantire, insieme, i livelli essenziali di prestazione, il fondo di perequazione e un investimento straordinario sul Sud. Per come era stata progettata, questa autonomia andava a discapito non solo delle regioni del Sud, ma anche del centro. L’esempio è la scuola. Grazie al MoVimento 5 Stelle si è scongiurato il problema dei docenti su base regionale. Non avrebbe avuto senso che un bambino che si iscrive a scuola, se lo fa in una regione ha più docenti o docenti pagati di più, e, se si iscrive in un'altra regione, ha meno insegnanti o meno pagati. Non sceglie lui dove nascere, la sua scuola deve essere all'altezza in tutta Italia e soprattutto deve essere una e indivisibile. Ecco quale dovrà essere il ruolo dell’Osservatorio e del sistema accademico, guidarci e stare al nostro fianco durante il percorso che ci porterà all’autonomia. Perché l’autonomia sarà fatta, ma nessuno può permettersi di indebolire l'Italia: e indebolire il centro-sud significherebbe fare un danno a tutta l'Italia. Anche no".
Giuseppe Conte: "Porterò a von der Leyen il tema del Mezzogiorno"
Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha commentato l'incontro di oggi a palazzo Chigi, definendolo concentrato su un "tema prioritario per il Governo perché il rilancio del Mezzogiorno equivale al rilancio dell’Italia intera". Conte ha poi scritto: "Il Sud invoca un grande impegno governativo e una forte mobilitazione di risorse ed energie per recuperare il ritardo accumulato negli anni". Definendo quindi le priorità da sviluppare, Conte ha anche affermato che "non i tratta di una politica a solo vantaggio del Mezzogiorno, perché il ritorno alla crescita delle regioni meridionali trascinerà anche lo sviluppo del Centro e del Nord, riducendo in prospettiva anche i ritardi che si manifestano rispetto alle aree più avanzate d’Europa". Concludendo, ha comunicato che nell'incontro con la presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der Leyen, previsto per il prossimo 2 agosto, porrà "il tema del nostro Mezzogiorno al centro dell'agenda".