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Assegno di Inclusione, le ultime notizie

Assegno di inclusione 2026, chi riceverà l’importo dimezzato e da quando

Sono cambiate le regole dell’Assegno di inclusione nel 2026: da quest’anno chi arriva alla scadenza di diciotto mesi potrà chiedere il rinnovo senza aspettare un mese di pausa. Ma la prima mensilità, dopo il rinnovo, avrà un importo dimezzato. Poi si tornerà alla somma normale. Per un mese, quindi, si perderà la metà dell’assegno.
A cura di Luca Pons
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L'Assegno di inclusione, una delle due misure varate dal governo Meloni per sostituire in parte il Reddito di cittadinanza, cambia regole nel 2026. Con la legge di bilancio approvata alla fine di dicembre, tra le varie novità, è arrivata anche una riforma dell'Adi. Da una parte, si superano i limiti temporali e anche lo scoglio del mese ‘buco' tra la fine dell'assegno e la richiesta di rinnovo, che aveva messo in difficoltà diverse famiglie nel 2025. Dall'altra, però, si introduce una stretta: nel primo mese dopo il rinnovo, l'importo dell'Adi sarà dimezzato. Solo per un mese, poi si tornerà all'importo spettante.

Chi avrà l'Assegno di inclusione dimezzato nel 2026

L'Assegno di inclusione era nato come misura a tempo determinato. Inizialmente, infatti, la legge introdotta dal governo Meloni prevedeva la possibilità di ottenere la misura per diciotto mesi, e poi di richiedere il rinnovo per altri dodici mesi, una sola volta. Al massimo, quindi, due anni e mezzo di sostegno contro la povertà.

Come era prevedibile, questo limite è poi saltato. Con la nuova legge di bilancio, il governo ha cancellato il tetto al numero di rinnovi che si possono ottenere, a patto che la famiglia continui a rispettare i requisiti previsti.

Un altro paletto che l'esecutivo aveva fissato riguardava proprio il momento del rinnovo. Nella prima versione della legge, infatti, chi aveva goduto dell'Adi per diciotto mesi doveva aspettare un mese prima di poter fare nuovamente domanda. Cosa che ha creato parecchi problemi nell'estate del 2025, quando sono arrivati a scadenza i diciotto mesi per molte famiglie. Alla fine, il ministero del Lavoro è intervenuto con un assegno ‘ponte' da 500 euro per tappare il buco in fretta.

Nel 2026, però, le cose non funzioneranno così. Una volta scaduto l'Adi, si potrà subito fare domanda per il rinnovo, e se si rispettano i requisiti l'assegno arriverà già dal mese successivo, senza interruzioni. Ma il governo ha comunque voluto mettere un limite.

Per la prima mensilità, dopo la richiesta di rinnovo, l'importo dell'Assegno di inclusione sarà dimezzato. Nelle intenzioni dichiarate del centrodestra, questo dovrebbe servire per dare tempo di effettuare i necessari controlli sui requisiti, senza lasciare del tutto senza aiuti i beneficiari. Fatto sta che, per un mese, il sostegno sarà ridotto della metà.

Quanto vale l'Adi e quanti soldi si perdono

L'Assegno di inclusione funziona come un'integrazione al reddito (se un reddito c'è già) per portare le entrate di una famiglia fino a una certa soglia. Per esempio, per i single senza figli il tetto massimo è di circa 500 euro al mese. Per due adulti senza figli si arriva vicini ai 750 euro. In più, si aggiunge una maggiorazione per chi vive in affitto. Tenendo conto anche di questa, una famiglia con due figli minorenni può ricevere fino a poco meno di mille euro al mese.

Queste sono le somme incassate da chi non ha alcun reddito. Chi invece ha già delle entrate, anche se molto ridotte, riceve la cifra necessaria per arrivare fino a questo tetto. Ad esempio, se un single guadagna in media 200-250 euro al mese, con l'Adi riceverà altri 300 euro circa.

Queste sono le somme che saranno dimezzate. Una famiglia che abbia due figli piccoli e nessun reddito, e che viva in affitto, potrebbe quindi ricevere quasi 500 euro in meno nel primo mese dopo il rinnovo della misura. Per un adulto solo, sempre senza redditi, il taglio potrebbe valere 2-300 euro. Per chi ha già dei guadagni, invece, la riduzione si farà sentire meno.

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