Si sono uccisi con un colpo di pistola di piccolo e i corpi senza vita sono rimasti abbracciati sul divano della loro casa al primo piano del numero 14 di via Cortalta a Fai della Paganella, in provincia di Trento, fin quando non sono stati scoperti da un conoscente. La morte di Sergio Cini e di sua moglie Luisa Zardo, entrambi 85enni, è stata da subito considerata un caso di omicidio-suicidio, verificatosi lo scorso martedì 8 gennaio. "Vivevano uno per l’altra e avevano solo loro stessi", hanno raccontato i vicini alla stampa locale, quasi a voler trovare un motivo alla base del loro gesto estremo. A Luisa era stata diagnosticata qualche anno fa una grave malattia, che nell'ultimo periodo era peggiorata, e forse è stata proprio questa notizia e la paura di vivere in solitudine del marito a spingerli a morire insieme.

I due, sposati dal 1968, erano ancora in pigiama quando sono stati scoperti da Giuliano Romeri, il falegname del paese che spesso faceva visita alla coppia per aiutarli in piccole faccende domestiche. Sergio lo aveva chiamato per chiedergli di passare a casa la mattina seguente, e così è stato. Ma l'uomo si è ritrovato davanti la scena dei due cadaveri abbracciati sul divano e così ha lanciato l'allarme. I carabinieri che sono giunti sul luogo hanno trovato nell'appartamento una lettera, scritta al plurale, che fugava ogni dubbio e con la quale hanno salutato i loro cari. Dalla posizione dei corpi è emerso che il marito prima ha ucciso la moglie e poi si è sparato. La Procura ha comunque aperto un’inchiesta per omicidio volontario, che finirà comunque con il non doversi procedere per la morte del reo. Sergio e Luisa vivevano a Fai della Paganella dal 1995 per motivi di lavoro. Erano originari di Venezia, ma avevano cambiato spesso città. Lasciano la figlia Sonia, che risiede a Padova.