"Sapevo che stamattina sarebbe stata dura. Me lo aspettavo. Perdonare? Noi non possiamo perdonare…”. Sono parole dure e amare quelle di Marisa Mores, mamma di Gloria Rosboch, la 49enne insegnante di Castellamonte, uccisa nei boschi di Rivara, nel torinese, il 13 gennaio 2016. La donna ha risposto ai cronisti assiepati all'uscita del tribunale di Ivrea dopo ha assistito all'udienza preliminare del processo per l'omicidio della figlia. Ad inizio processo Gabriele Defilippi ha chiesto perdono: “Mi dispiace, non posso riavvolgere il nastro. Sono dispiaciuto di aver trascinato così tante persone in questa vicenda, mia madre e il mio fratellino. Ora devo ricominciare da capo: lo devo a voi e anche a me stesso. Mi vergogno per quello che ho fatto passare alla mia famiglia”.

 “Ma cosa vuole chiedere scusa? Prima ammazza e poi si scusa? Varebbe meglio a uccidersi” è la replica della signora Marisa. “Si chiede scusa se uno dice qualcosa di male, non se si ammazza”, aggiunge la donna fuori dall'aula. “Sarebbe meglio a spararsi un colpo in testa”, ha detto indirettamente ai presunti assassini Gabriele Defilippi e Roberto Obert. In aula era presente anche il marito, Ettore Rosboch: "Per me sono tutti degli assassini. Ho detto grazie a Gabriele per quello che ci ha fatto. Solo questo…", sono le parole addolorate dell'anziano. I due genitori della vittima sono assistiti dall'avvocato Stefano Caniglia, che ha preferito non commentare le scuse fatte dall'ex allievo della vittima reo confesso dell'omicidio, e dalla madre, che è accusata di concorso in omicidio.

Anche la madre di Defilippi, Caterina Abbattista, ha chiesto perdono ai genitori della Rosboch e ha spiegato di essersi rivolta ai servizi sociali, alla scuola e a tutti quelli che le erano vicini per le “difficoltà che suo figlio aveva avuto sin da adolescente”. “Esprimo alla famiglia Rosboch il mio dolore e la mia solidarietà per quanto accaduto alla loro figlia – ha detto la donna – L’autore di un fatto così inspiegabile ed orrendo è mio figlio Gabriele. Come è difficile accettare la morte di un figlio, così è difficile accettare che un proprio figlio uccida un’altra persona. Ancora oggi, malgrado la confessione di Gabriele, faccio fatica ad arrendermi all’idea che possa aver ucciso Gloria”. La donna ha optato per il giudizio ordinario visto che secondo la procura ha in qualche modo collaborato con gli assassini.

Defilippi e Obert hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. Nel caso di Gabriele dovrebbe essere valutata anche una perizia psichiatrica, per quanto il procuratore capo Giuseppe Ferrando, titolare dell'inchiesta, al termine dell'udienza preliminare di oggi, ha specificato che “Gabriele è sempre stato lucido e presente. Potrebbe emergere un disturbo della personalità ma su questo abbiamo già chiarito che non è rilevante per inficiare la capacità di intendere e di volere”.