Bakari Sako morto a Taranto, il post del fratello dopo il TikTok dei minori arrestati: “Ucciso come un animale”

"Quello che non ti uccide, ti fortifica". È il messaggio contenuto nel TikTok in cui si vedono i due minorenni in carcere coinvolti nell'inchiesta per l'omicidio di Bakari Sako, il 35enne ucciso a Taranto lo scorso 9 maggio.
Nella breve clip si vedono i giovanissimi all'interno del carcere monorile con un sottofondo musicale e un messaggio che lascia pochi dubbi. Il video è stato pubblicato su TikTok e rimosso quasi subito, ma è rimasto abbastanza da scatenare una nuova ondata di indignazione per la morte del giovane maliano brutalmente aggredito e ucciso in appena 4 minuti.
Ieri, dopo la diffusione della notizia del video, il fratello di Bakari, Souleymane Sako, è intervenuto con un messaggio in cui sottolinea di "non odiare nessuno", ma di volere "solo giustizia".
Il post del fratello di Bakari Sako: "Non odio nessuno"
Nel suo post, Souleymane Sako ha scelto di lanciare un messaggio rivolto alle tante persone che stanno seguendo la tragica morte di Bakari:
Mio fratello ormai è morto io non odio nessuno. La nostra famiglia vuole solo che giustizia che sia fatta secondo la legge. Questo delitto che è successo non doveva succedere però, Allah fa quello che decide lui. Continuiamo a combattere perché non succederà mai più e continuiamo a chiedere giustizia per mio fratello. Abbiamo deciso di vivere insieme e dobbiamo imparare ad insegnare ai nostri figli il rispetto e la pace.
Souleymane ha poi giustificato la scelta di esequie private per il fratello. La sequenza dell'omicidio è stata ripresa da alcune telecamere di videosorveglianza e poi diffusa sui giornali.
Ci sono tante immagini su YouTube TikTok, Facebook e Instagram e fare il video e le foto della salma ci avrebbe fatto soffrire ancora di più. Avevamo bisogno di pace e preghiera.
La rabbia della famiglia della vittima però è ancora tanta, come si evince dal post:
Cari fratelli e sorelle tutti abbiamo visto come è stato ucciso Bakari. Lui era mio fratello è troppo triste, era una persona silenziosa ed è stato ucciso come un animale, anche per gli animali ci vuole rispetto.
Bakari Sako, secondo quanto emerso sino ad ora, sarebbe stato ucciso al termine di un'aggressione fulminea nella quale sarebbero coinvolti un 22enne, un 20enne, e quatto minorenni tra i 15 e i 16 anni. Due di questi sarebbero i protagonisti del video registrato all'interno dell'istituto minorile.
Il video su TikTok: "Quello che non uccide fortifica"
Intanto, la Procura minorile di Lecce, guidata da Simona Filoni, sta valutando l'apertura di un fascicolo per fare luce sul video e sul suo autore. Gli investigatori infatti dovranno chiarire chi abbia realizzato il filmato e se sia stato effettivamente registrato all'interno della struttura detentiva, come hanno riportato ieri Taranto Today e Corriere del Mezzogiorno.