AGGIORNAMENTO: La nave Lifeline ha fatto sapere che non punterà un porto francese: “Inizialmente volevamo andare in direzione della Francia, ma a causa delle condizioni meteo non è possibile attualmente. E noi non volevamo entrare in un porto ma restare nelle acque internazionali”, afferma Axel Steier, rappresentante della Ong. L’opzione Francia resta comunque possibile, ma non oggi, “né domani, né dopodomani”. Rimane quindi possibile che la nave andrà in Francia nei prossimi giorni, ma “il problema – spiega ancora Steier – è che abbiamo 234 persone a bordo di un’imbarcazione di 30 metri, vicinissima a un paese sviluppato, e che l’Europa sta a guardare questa gente che deperisce”.

Nel giorno in cui il ministro dell'Interno Matteo Salvini è partito alla volta della Libia per discutere di immigrazione con il governo di Al Serraj, prosegue l'odissea degli oltre 300 migranti a bordo della nave della Ong Lifeline e del cargo danese Alexander Maersk. Con condizioni meteo in via di peggioramento, i migranti a bordo della Lifeline sono ormai al quinto giorno di fermo in mare. A bordo dell'imbarcazione ci sono 219 migranti, di cui 44 donne, 4 bambini piccoli e 77 minori non accompagnati. La nave della ong, però, è tarata per ospitare solamente 50 persone e dunque la navigazione è alquanto complicata. Le scorte di cibo sono ormai quasi terminate, i migranti salvati dormono all'aperto uno addosso all'altro e non ci sono abbastanza coperte termiche per tutti. La nave da giorni si trova a 25 miglia da Malta in attesa di una soluzione, ma né il piccolo stato del Mar Mediterraneo né l'Italia intendono aprire i porti per consentire all'imbarcazione di sbarcare. Il rappresentante dell’Ong tedesca, Axel Steier, ha dichiarato stamattina di voler chiedere di sbarcare in Francia e una richiesta è stata inoltrata anche alla Spagna, ma per ora nessuna risposta è pervenuta.

La nave della Lifeline non è però l'unica in attesa di comunicazioni da parte delle autorità italiane o maltesi: il cargo danese Alexander Maersk da 3 notti ormai è in rada a Pozzallo e attende l'autorizzazione allo sbarco. Dopo aver salvato 113 migranti a bordo di un gommone alla deriva e ricevuto ordine dalla Guardia Costiera Italiana di dirigersi verso il porto siciliano per lo sbarco, la nave risulta ora bloccata e non si sa quanto dovrà ancora attendere per una soluzione. Nella giornata di ieri, inoltre, la Guardia Costiera Italiana ha escluso le navi delle Ong Aquarius e Open Arms dalle operazioni di soccorso di sette gommoni alla deriva in zona Sar libica e le operazioni di salvataggio sono state affidate alle autorità libiche, mossa ha scatenato le ire delle organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo. "Nessuno può permettersi di accusare un corpo valoroso come la Guardia Costiera di voltarsi dall'altra parte o di non voler salvare vite umane. I suoi uomini hanno messo in sicurezza circa 600mila persone soltanto negli ultimi quattro anni e continuano a impegnarsi in un lavoro difficilissimo nel Mediterraneo", ha dichiarato il ministro Toninelli commentando le reazioni delle Ong.