Sfollati di Porta Nolana e della Duchesca da un mese senza casa: “Il Comune ha creato altri 59 senza fissa dimora”

E' passato ormai più di un mese dagli sgomberi di alcuni edifici nella zona di Piazza Garibaldi, ma le persone rimaste senza abitazione non hanno ancora trovato alloggio e non hanno ancora ricevuto il sostengo economico per emergenza abitativa dal Comune di Napoli. Lo scorso 10 aprile nella zona di Porta Nolana, si manifestava il rischio di crollo per un palazzo a Vico Gabella della farina al civico 13, mentre risultavano pericolanti due edifici a Vico Pergola a Nolana, al civico 7 e 9. In totale venivano sgomberate 40 persone, tutti stranieri. Dopo pochi giorni il 23 aprile, nella zona della Duchesca, crollava un palazzo a Piazza Enrico De Nicola 91, mentre gli edifici al civico 95, 89, 90 di venivano sgomberati perché a rischio crollo, insieme ad altri stabili in Vico Siniscalchi, Corso Maddalena e Vico Dattero. In totale oltre 100 persone sfollate, di questi 35 stranieri. Da oltre un mese tutte le persone rimaste senza abitazione non hanno avuto una risoluzione del proprio problema da parte del Comune di Napoli. Tutti gli stranieri sfollati sono hanno tutti un regolare contratto di locazione e tutti sono in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il Movimento Rifugiati e Migranti sta seguendo da vicino la loro situazione di emergenza abitativa, complessivamente tra tutti gli sfollati 59 persone risultano attualmente senza fissa dimora. Una situazione davvero drammatica.
Il calvario degli sfollati di Porta Nolana: "Nessuno ci ha offerto sostegno"
La municipalità 2 ha svolto una seduta speciale della commissione politiche sociali sul tema degli sfollati di Porta Nolana, quelli degli edifici di Vico gabella della farina e Vico Pergola a Nolana. Da un'accesso agli atti, fatto dalla presidente della Commissione Trasparenza, Chiara Capretti, sono emerse diverse contraddizioni sul tema. Innanzitutto dai documenti acquisiti dalla commissione c'è il verbale relativo all'intervento dei servizi sociali la notte dello sgombero del 10 aprile scorso. In questi documenti c'è scritto che fu fornita a tutti una sistemazione alternativa, ed in un caso, quello del nucleo familiare del signor Abdou Idris, sarebbe stata offerta una soluzione in B&b vista la presenza di soggetti fragili nel suo nucleo familiare. Una circostanza smentita però dallo stesso signor Idris, che è stato audito in commissione ed ha negato che la notte del 10 aprile, i servizi sociali gli abbiano offerto questa soluzione. Per tutti gli altri sfollati invece furono offerte solo soluzioni che prevedevano la divisione del nucleo familiare, nonostante la presenza di minori in quasi tutte le famiglie sfollate. "A coordinare gli interventi quella notte c'era il vice presidente della Municipalità – spiega a Fanpage.it, Saverio Mascolo del Movimento Rifugiati e Migranti – non fu predisposta la presenza della Protezione Civile, non furono aperti i locali dei servizi sociali della Municipalità che distano poche decine di metri, tutti gli sfollati andavano auditi subiti per capire le loro esigenze e trovare una sistemazione, ma nulla di tutto questo fu fatto. Andavano tutti collocati in un b&b o alberghi e non lasciati senza alternativa, è stata un'operazione gestita malissimo". Per tutti gli sfollati, sia quelli di Porta Nolana che quelli di Porta Capuana, sono state avanzate le richieste per l'accesso al sostegno di autonoma sistemazione per emergenza abitativa. Ma anche qui ci sono dei casi clamorosi. "Per una famiglia con quattro minori, di cui due disabili, la domanda di accesso al sostegno era stata inoltrata dai servizi sociali comunali, ma è stata rigettata. Secondo il Comune di Napoli infatti questa famiglia sarebbe "stabile" e non con emergenza abitativa costante. Una motivazione assurda" sottolinea Mascolo. Dei 40 sfollati, in 11 hanno trovato una sistemazione presso parenti e amici, mentre 29 sono attualmente senza fissa dimora.
Lo sgombero "fantasma" della Duchesca
A seguito del crollo dell'edificio in Piazza De Nicola, sono stati sgomberati, perché considerati pericolanti, anche gli stabili ai civici 89, 90 e 95. Nel palazzo del civico 95 c'erano 35 cittadini stranieri, anche qui tutti con i documenti in regola ed in possesso di contratto di locazione. Anche per loro ad un mese di distanza dallo sgombero non c'è stata alcuna soluzione da parte dell'amministrazione comunale. "Al momento dello sgombero, come si evince dal primo comunicato fatto dal Comune di Napoli, i residenti del civico 95 non venivano nemmeno riportati. Infatti si parlava solo di 9 famiglie sgomberate. Al momento dello sgombero la polizia municipale che era sul posta non ha indirizzato le persone presso i servizi sociali, non solo, ma le hanno solo allontanate dicendo che non ci sarebbe stato per loro alcuna soluzione. Come se queste persone fossero invisibili, come se non esistessero" spiega l'attivista. Insomma una situazione davvero incredibile, con 35 persone, con pieni diritti di cittadinanza completamente dimenticate dalle istituzioni. "Addirittura ai residenti del civico 95 non è stato nemmeno verbalizzato il divieto di ingresso nello stabili. Proprio come se fossero dei fantasmi" sottolinea Mascolo. Dei 35 sfollati di Piazza Enrico De Nicola 95, solo 5 persone hanno trovato una collocazione autonoma, gli altri 30 sono senza casa.
"Il Comune ha creato 60 nuovi senza fissa dimora a Piazza Garibaldi"
Tutti i cittadini stranieri sfollati il mese scorso hanno inoltrato una domanda per accedere al sostegno di autonoma sistemazione per emergenza abitativa previsto dal Comune di Napoli. Ad oggi è questa la sola misura concreta in termini di sostegno ai senza casa che l'amministrazione comunale adotta. Per capirci, è la stessa misura adottata verso gli sfollati delle Vele di Scampia. Tutte le domande sono state inoltrate agli uffici oltre 20 giorni fa. "Nessuno ha ancora avuto l'erogazione del sussidio, e in alcuni casi, come quello della famiglia Idris, siamo davanti a dei dinieghi assurdi e pretestuosi" ci dice l'attivista del Movimento Rifugiati e Migranti. Con l'assessore comunale al ramo, Chiara Marciani, ci sono stati diversi incontri per affrontare la situazione degli sfollati, ma nessuno fino ad ora ha portato ad interventi concreti. "Abbiamo chiesto una collocazione per gli sfollati, e non è stata possibile, abbiamo chiesto l'accelerazione delle procedure per l'accesso al contributo di autonoma sistemazione, e non è arrivata, abbiamo inoltre chiesto che il Comune intervenga in sostituzione dei proprietari per la messa in sicurezza degli stabili pericolanti, e nemmeno questo è stato fatto" spiega Mascolo. Il sospetto è che l'intera vicenda sia stata gestita da una generale superficialità derivante dal fatto che si tratta di cittadini stranieri. "Io credo che ci sia una insufficienza di fondo dei servizi sociali del Comune di Napoli, che riguarda tutti i cittadini, ma in questo particolare evento senza dubbio ha inciso il fatto che si tratta di cittadini stranieri. Io ho seguito tutte le operazioni, dallo sgombero in poi, ed ho potuto constatare che il solo intendo di chi ha operato in questa vicenda è stato quello di mandare via queste persone e non dare loro assistenza, come se qualcuno pensasse che gli stranieri non abbiano diritto a misure di sostegno come tutti gli altri" precisa l'attivista. La situazione ad oggi vede 59 persone che da un mese vivono alla giornata, senza casa, senza un rifugio e senza il sussidio di autonoma sistemazione che gli spetterebbe di diritto in quanto cittadini regolari e residenti in questa città. "Abbiamo creato altri 59 senza fissa dimora nella zona di Piazza Garibaldi, proprio la più esposta a questo fenomeno, che già vede una pressione enorme di senza casa che affollano quell'area. E' incredibile come sia stata gestita male questa vicenda" conclude Mascolo.