Riattivate le fontanelle pubbliche oggi a Napoli, alcune erano chiuse nonostante le ondate di calore

Riattivate da oggi le fontannelle pubbliche a Napoli, che negli scorsi giorni erano chiuse nonostante le forti ondate di calore che hanno colpito la città. Da sabato, infatti, il capoluogo partenopeo è in bollino arancione per allerta caldo, da parte della protezione civile. Tra le fontanine riparate, anche il beverino di piazza Municipio, dove, venerdì, si è verificato il decesso di un uomo indiano di 57 anni, ma residente in Emilia Romagna, con carta d'identità italiana. Forse un senza tetto, ma non censito dal Comune, al quale non risultava mai preso in carico. L'uomo, probabilmente vittima di un colpo di calore, era stato ritrovato dalla polizia locale sdraiato sul muretto della Fontana del Nettuno. Sembrava che dormisse, hanno raccontato i soccorritori. La giornata era torrida. Poco distante, la fontanina pubblica era chiusa. L'Abc Napoli a partire da stamattina ha provveduto a ripristinare le fontanelle in città, nell'ambito del piano per il caldo, predisposto di concerto con la Prefettura di Napoli. "Abc è molto impegnata – dichiara a Fanpage.it l'assessore alle infrastrutture, Edoardo Cosenza – Anche se spesso ci sono stati danneggiamenti di varia natura".
Il sindaco: "Le fontanine vanno riaperte"
Era stato lo stesso sindaco Gaetano Manfredi ad intervenire sulla vicenda, chiedendo ad Abc di verificare la presenza di fontanelle pubbliche chiuse e riaprirle subito. "Abbiamo dato disposizione ad Abc di fare una verifica di tutte le fontanine. Abbiamo già incrementato il numero delle fontanine in città a più del 25% e poi siamo passati da poche decine aperte al 70-80% di fontanine che funzionano, di beverini che funzionano, però ce ne sono ancora una ventina chiusi e quindi ho dato disposizione ad Abc di fare rapidamente una verifica di tutti quelli che sono chiusi per provvedere rapidamente all'apertura".
Il primo cittadino ha, poi, fatto il punto sul potenziamento dei servizi di welfare e sul monitoraggio delle fasce più fragili della popolazione esposte alle temperature torride di questi giorni: "Sia sui servizi sociali che le nostre unità di strada sono state allertate per garantire assistenza in maniera ancora più intensa rispetto ai senza fissa dimora, invitandoli ad esempio a utilizzare le docce pubbliche che noi abbiamo, utilizzare anche i dormitori che rappresentano un momento di ristoro e anche di tutela della salute". Manfredi ha tuttavia evidenziato una delle criticità principali riscontrate sul campo dagli operatori sociali: "Il problema è che spesso i senza fissa dimora, soprattutto gli irregolari, hanno paura di andare nelle sedi pubbliche e quindi bisogna incoraggiarli molto a utilizzare questi presidi che sono i presidi fondamentali".