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Allerta caldo del 118 a Napoli, da bere 3 litri d’acqua: vietato uscire tra le 11.30 e le 17 per anziani e bambini

Mentre al Cardarelli arrivano 250 malori al giorno, il 118 firma il decalogo anticaldo: il vero nemico, scrive, è l’assenza di cultura della prevenzione.
La scalinata della Basilica di San Francesco di Paola in piazza del Plebiscito a Napoli
La scalinata della Basilica di San Francesco di Paola in piazza del Plebiscito a Napoli

Bere almeno 3 litri d'acqua al giorno, evitare gli alcolici e non uscire tra le 11,30 e le 17, le ore più calde della giornata. Arrivano le raccomandazioni del 118 dell'Asl Napoli 1 Centro per affrontare l'emergenza caldo di questi giorni che sta procurando colpi di calore e collassi, soprattutto a chi è più fragile, anziani e bambini. Il documento, firmato dal direttore Giuseppe Galano, è stato inviato ieri, giovedì 25 giugno, a tutto il personale del 118 ed ai dirigenti dei reparti di Anestesia e Rianimazione e di Medicina di Emergenza di tutti gli ospedali cittadini. All'interno, il decalogo per proteggersi dalle ondate di calore che stanno investendo la città in questi giorni, con punte superiori ai 33 gradi centigradi. Si tratta di regole di buon senso, alcune delle quali stranote, ma evidentemente non applicate da tutti. Al Pronto Soccorso del Cardarelli stanno arrivando oltre 250 persone al giorno per malori legati all'eccessivo caldo.

Il decalogo del 118 per l'allerta caldo

Il documento del 118 si intitola "Raccomandazioni per l'allerta caldo a Napoli". "Ogni anno – scrive il 118 – si registra un numero di decessi pressoché sovrapponibile a quello degli anni precedenti, con il caldo che ha giocato un ruolo determinante o molto rilevante. Questo dimostra come, nonostante le esperienze passate e le lezioni apprese, non si riesca ancora a sviluppare un’adeguata cultura della prevenzione".

Segue l'elenco delle buone pratiche da osservare per evitare di sentirsi male e finanche di collassare. "Consigli utili – scrive Galano – da fornire al Personale e a sua volta per la diffusione più capillare possibile delle informazioni per affrontare e attenuare gli effetti del caldo", con l'invito a prestare la "massima attenzione: il caldo può avere effetti gravi. Bastano piccoli gesti per proteggersi ed eventualmente contattare il proprio Medico di Medicina Generale, la Continuità Assistenziale o il Servizio 118:

  • Evitare esposizioni prolungate al sole con temperature esterne all’ombra maggiori di 35° C (30° C in caso di giornate particolarmente umide) e nel caso di bambini, anziani e soggetti fragili, evitare, con queste temperature, di uscire tra le 11.30 e le 17;
  •  In caso di protratta esposizione al sole, sostare all’ombra e, se possibile, in un luogo ventilato, per almeno 10-15 minuti. In caso di lunghi viaggi in auto, garantire adeguate temperature nell’abitacolo;
  • Bere acqua e sali minerali – almeno 3 litri al giorno – tranne nei pazienti con gravi problemi renali o cardiaci che dovranno confrontarsi con il medico;
  • Bagnare frequentemente il capo se esposti al sole o a temperature superiori a 35° C per periodi prolungati;
  • Indossare abiti leggeri e cappellino di colore chiaro quando ci si espone al sole;
  • Evitare di nuotare o di fare esercizio fisico in acqua dopo aver mangiato. Evitare di fare attività fisica nelle ore più calde;
  • Evitare di bere alcolici quando le temperature superano i 35° C o in caso di esposizione prolungata al sole;
  • Se privi a casa di un climatizzatore, mantenere le finestre aperte e le serrande abbassate. Utilizzare un ventilatore negli ambienti in cui si sosta. Mai chiudersi in casa in condizioni di scarsa ventilazione;
  • Mangiare frutta e verdura in abbondanza, più volte al giorno. Evitare pasti abbondanti, cibi grassi, preferendo, invece carboidrati e proteine di pesce o carni bianche;
  • Recarsi dal proprio medico di medicina generale per calibrare il dosaggio dei farmaci assunti, soprattutto antipertensivi o diuretici.

Al Cto attivato il "percorso calore" per pazienti a rischio

Al CTO, afferente all'Ospedale dei Colli, intanto, attivato il “Percorso calore” per i pazienti a rischio. Le ondate di calore straordinario di questi giorni richiamano l’attenzione sui rischi sanitari legati alle alte temperature, soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e pazienti con patologie croniche. Negli ultimi 3 anni al Pronto Soccorso dell’Ospedale CTO dell’Azienda Ospedaliera dei Colli è stato sperimentato con successo il “Percorso calore”, un protocollo dedicato all’identificazione e alla gestione dei pazienti con sospetto colpo di calore o complicanze correlate all’esposizione a temperature elevate. Il percorso consente una presa in carico tempestiva sin dall’accesso in Pronto Soccorso.

Il colpo di calore è infatti la forma più grave di danno da alte temperature: si verifica quando l’organismo non riesce più a disperdere il calore in modo efficace e la temperatura corporea può raggiungere o superare i 40 gradi, con possibili conseguenze su cervello, cuore, reni e muscoli.

Già in fase di triage viene posta particolare attenzione ai pazienti over 65 e ai bambini sotto i 5 anni, considerati più vulnerabili. La valutazione comprende l’anamnesi clinica e farmacologica, con attenzione all’assunzione di diuretici, antipertensivi e altri farmaci che possono influenzare la risposta dell’organismo al caldo.

"È fondamentale riconoscere subito i segnali di allarme – spiega il dottor Mario Guarino, direttore della UOC Medicina d’Emergenza Urgenza e Pronto Soccorso dell’Ospedale CTO di Napoli – Il caldo non è solo un disagio ambientale: nei soggetti fragili può diventare rapidamente un fattore di scompenso. Per questo abbiamo strutturato un percorso che consente al personale del Pronto Soccorso di individuare precocemente i casi sospetti, valutarne la gravità e attivare le procedure più adeguate".

Una volta preso in carico, il paziente viene valutato secondo lo schema ABCDE, con rilevazione dei parametri vitali, esami ematici dedicati, emogasanalisi, elettrocardiogramma e, se necessario, monitoraggio cardiaco. Nei casi più critici è previsto il trasferimento immediato in shock-room. «Quando la temperatura corporea sale in modo importante, l’intervento deve essere rapido – aggiunge Guarino – Nei casi con temperatura pari o superiore a 40 gradi vengono attivate procedure di raffreddamento, idratazione e supporto clinico".

Accanto al percorso clinico, al triage del Pronto Soccorso del CTO sono presenti anche distributori d’acqua a disposizione dei pazienti. Una scelta importante sotto il profilo dell’umanizzazione delle cure, perché offre un aiuto concreto soprattutto nelle giornate di caldo intenso e durante le attese, ma anche sul piano ambientale, contribuendo a ridurre il ricorso alla plastica monouso. Il protocollo definisce anche le successive fasi di osservazione e uscita dal percorso: il paziente può essere dimesso se il quadro clinico si risolve entro le prime ore dall’accesso, trattenuto in osservazione breve intensiva se necessita di ulteriore monitoraggio, oppure ricoverato nel reparto più appropriato quando le condizioni cliniche lo richiedono. Dai medici dell’Azienda Ospedaliera dei Colli arriva l’invito ai cittadini a non sottovalutare sintomi come confusione, perdita di coscienza, debolezza intensa, febbre elevata, nausea, vomito, crampi o peggioramento delle condizioni generali. Particolare prudenza è raccomandata per anziani soli, bambini piccoli, persone con malattie croniche e pazienti in terapia farmacologica.

"La capacità di un ospedale di rispondere alle emergenze climatiche passa anche dall’organizzazione – dichiara il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino – Il Percorso calore attivo al CTO conferma l’impegno dell’Azienda nel rafforzare la sicurezza dei pazienti e nel mettere competenze, procedure e tempestività al servizio della comunità, con attenzione anche all’accoglienza e alla sostenibilità".

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