La Chiesa apre le basiliche di Napoli come rifugi dal caldo: il calendario dell’emergenza

Mentre il termometro di Napoli tocca punte eccezionali, le basiliche monumentali del centro storico si trasformano in rifugi climatici. Su impulso dell'arcivescovo di Napoli, cardinale Mimmo Battaglia, la Diocesi diocesana ha aperto le porte di quattro chiese storiche – spazi freschi e accoglienti – per un'emergenza non solo spirituale ma concretamente fisica. Un'iniziativa di solidarietà nata dalla collaborazione tra l'Arcidiocesi e la Caritas Diocesana per offrire un riparo dalla morsa del caldo a anziani, senzatetto e persone fragili.
C'è un calendario delle aperture. La Basilica di San Giovanni Maggiore (a pochi passi da Via Mezzocannone e vicino alla sede dell'Università "L'Orientale") accoglie giovedì mattina e sabato mattina. La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo (in via San Biagio dei Librai) apre mercoledì e sabato. La Basilica di San Giorgio Maggiore in via Duomo, angolo con Forcella, accoglierà martedì e giovedì. Il Binario della Solidarietà, struttura assistenziale della diocesi, Via Taddeo da Sessa 93, a pochi metri dalla stazione centrale, rimane aperto tutti i giorni. Chi varca le soglie avrà accesso a zone climatizzate, bevande fresche, un momento di sollievo e prossimità in un edificio che rappresenta per la città non solo un monumento ma un luogo di accoglienza. «Nessuno deve sentirsi solo o abbandonato davanti a questa emergenza» si legge nel comunicato diocesano che ufficializza l'iniziativa.

La scelta della Chiesa è consapevole: non bastano i numeri e gli avvisi di allerta quando il caldo diventa una questione di sopravvivenza per i più fragili. Le basiliche non sono solo edifici di preghiera ma infrastrutture della città, e in un momento di disastro legato alle condizioni climatiche, diventano strumenti di protezione collettiva. L'emergenza caldo che sta colpendo Napoli in questi giorni non è un episodio isolato: è la ricorrenza di un fenomeno legato alla crisi climatica mondiale che sta diventando sempre più grave.