I residenti di Napoli stanno per scendere sotto i 900.000, come non succedeva dal 1936
Continua il crollo demografico di Napoli, che negli ultimi vent'anni ha perso quasi centomila residenti, e che si appresta a scendere sotto i 900mila entro fine anno. Lontani i tempi in cui i residenti erano oltre il milioni: l'ultima volta fu nel 2003, poi il crollo inesorabile fino ai 905.050 certificati dall'Istat al 1° gennaio 2026 e che, dai dati provvisori, sono già calati ulteriormente a 903.030 a fine maggio: se il calo continuerà con questo ritmo, si scenderà sotto i 900mila residenti entro fine anno senza particolari problemi. Un calo drastico, insomma, per una città che da una parte è alle prese con l'overtourism, dall'altro con un calo demografico già da anni attivo e continuo. Difficile trovare però una causa scatenante ad un fenomeno che, iniziato ormai da decenni, non accenna a diminuire.
Dall'Unità d'Italia al boom del dopoguerra
All'Unità d'Italia, il primo censimento di Napoli registrava 484.026 residenti: era il 1861, anno della proclamazione del regno unitario. Negli anni successivi la città visse un boom vero demografico vero e proprio, grazie anche alle opere di risanamento edilizio, e nel 1901 la popolazione residente era salita già a 621.213 persone, diventate poi 865.913 al 21 aprile 1936, ultimo censimento prima della Seconda Guerra Mondiale. Quindici anni dopo, nel 1951, la popolazione residente di Napoli era salita a 1 milione e 10.550 persone, per poi raggiungere la cifra "record" di 1.226.594 residenti al 24 ottobre 1971, che dunque vide in 110 anni dall'Unità una popolazione triplicata. Poi, la lunga fase discendente: nel 1991, i residenti erano quasi 200mila in meno, pari a 1.067.365 complessivi. Dodici anni dopo, perla prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, si scese sotto il milione. Ed oggi, la cifra è vicina a quella del 1936, novant'anni fa. In pratica, si sono persi quasi 400mila napoletani dal 1971 ad oggi.
La fascia più numerosa, oggi, raggruppando la popolazione per classi di 15 anni, è quella tra 45 e 59 anni: 200.496 residenti, oltre il 22% del totale. La singola età più rappresentata è invece 61 anni, con 14.530 persone. I bambini tra 0 e 14 anni sono 114.858, appena il 12,7% dei residenti; allargando a tutti i minorenni si arriva a 144.121 under 18. All'altro estremo della piramide demografica, Napoli conta 329 persone di almeno cent'anni, con una nettissima prevalenza femminile: 247 donne contro 82 uomini. È una fotografia che aiuta a leggere il calo demografico: le generazioni centrali e mature pesano molto più di quelle che dovranno sostituirle.
Giugliano supera Salerno: è la seconda città della Campania
Chi sorride è invece Giugliano in Campania, che diventa la seconda città della Campania per popolazione: se al 1° gennaio contava 125.018 residenti contro i 125.323 di Salerno, a fine maggio ne contava già 125.104 contro i 125.097 del capoluogo della valle dell'Irno. Un sorpasso che, al netto dei pochi residenti "extra", certifica come il comune giuglianese sia in netta crescita, al punto da essere al momento il comune non capoluogo con il maggior numero di abitanti in tutta Italia, il secondo in Campania dietro soltanto a Napoli e, in Italia, il 32° comune per abitanti, davanti a Monza, Bergamo, Udine, Piacenza e diversi altri capoluoghi di provincia.