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Da Scampia a Bogotà e ritorno a Napoli: Eugenio Viola nuovo direttore del Museo Madre

Concluso il bando pubblico per la direzione del Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina: indicato Viola, 51 anni, napoletano, per molti anni impegnato all’estero.
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Capo cronaca Napoli
Eugenio Viola, 51 anni
Eugenio Viola, 51 anni

Si commuove mentre racconta il suo peregrinare e l'ultima tappa, quella del ritorno lì dove tutto è iniziato, Eugenio Viola, partito da Napoli, quartiere Scampia, per l'Australia e poi per l'America Latina: da oggi Viola assume la direzione del Museo Madre. Classe 1975, per otto anni al timone del Museo de Arte Moderno de Bogotá, un addio burrascoso in febbraio a seguito di tensioni interne e poi la "grande occasione": la partecipazione alla call della Regione Campania che cercava un nuovo direttore del Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina. Una scrematura in quattro fasi: trentatrè partecipanti iniziali, poi ridotti a ventuno, cinque ammessi al colloquio e quattro che lo sostengono effettivamente. Viola ottiene il massimo del punteggio per il progetto presentato e un'alta valutazione anche la sua carriera nel comparto. Risultato: 177/200, primo. A seguire, la direttrice uscente Eva Elisa Fabbris che aveva ripresentato la sua candidatura (167/200); lo storico dell'arte Andrea Bruciati (135/200) e il curatore d'arte Fabio Migliorati (97/200).

Viola riprenderà casa a Scampia. Da lì in metro, direzione Museo, via Settembrini. «Negli anni – dice – il mio percorso professionale mi ha portato lontano, prima in Australia, poi in America Latina. In fondo il Sud è sempre stato parte del mio percorso, quasi una forma di responsabilità, quasi un'obbligazione morale. Sono nato nell'Italia del Sud, ho lavorato nell'emisfero Sud e poi ancora in America del Sud. Oggi sono felice di poter riportare questa esperienza a Napoli e metterla al servizio del Madre, della città e della Campania. Viva Il Sud».

Roberto Fico soddisfatto: qualche giorno fa aveva presentato un altro napoletano che torna in città, Pietro Diamantini, per molti anni pendolare verso Roma in Trenitalia e ora a capo di Eav: «Viola – dice Fico – ha vinto un bando pubblico, una selezione che è stata anche molto dura. Ho letto il suo curriculum, è importante ed è anche molto bello vedere  napoletano che dopo tanti anni torna a Napoli a dirigere un museo della città».

Ninni Cutaia, assessore regionale alla Cultura, chiosa: «Ho letto il suo progetto, ha una idea di museo aperto, plurale, democratico, libero. E avrà una guida autorevolissima. Questa era la speranza, quando si promuove un nuovo corso. Siamo felicissimi perché la commissione esaminatrice ha fatto veramente un grande lavoro, mi pare che sia emersa proprio una visione che connette Napoli, la Campania, al mondo».

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