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Il progetto del nuovo stadio del Napoli nell’area Q8 di San Giovanni: bonifica nell’ex raffineria finita nel 2027

Nell’area Q8 di San Giovanni è in corso la bonifica: sarà ultimata nel 2027. De Laurentiis rilancia il progetto del nuovo stadio a Napoli e propone un tavolo con Comune e Regione. L’impianto potrebbe costare oltre un miliardo.
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La bonifica dell'ex raffineria nell'area Q8 di San Giovanni a Teduccio, dove il Napoli vorrebbe costruire il suo nuovo stadio, è già in corso e sarà completata tra la fine del 2027 e l'inizio del 2028. Proprio quest'estate si metterà mano alla messa in sicurezza di un oleodotto interrato in via Argine. Si tratta dell'area più grande del Sin di Napoli Est, pari a circa 36 ettari. Il Maradona, per fare un confronto, misura poco più di 5 ettari. I terreni, che si trovano in un'area compresa tra via Ferrante Imparato e via Argine, alle spalle dei binari della Stazione Centrale di piazza Garibaldi, sono oggetto da anni di un piano di recupero radicale. La bonifica, infatti, dal costo di oltre 100 milioni di euro, mira a trasformare l'ex area industriale dismessa negli anni Novanta, in servizi pubblici e residenze. Ma per realizzare uno stadio occorrerà comunque una variante urbanistica con cambio di destinazione da approvare in consiglio comunale. Un'altra area, sempre di proprietà Q8, invece, adiacente a questa, resterà in esercizio come deposito strategico.

Si tratta, quindi, di un luogo ideale per costruire un nuovo stadio: ben collegato, grazie alla vicinanza della Stazione Traccia della metro Linea 2, dell'uscita dell'autostrada A3 Napoli-Salerno, nonché dove è prevista la realizzazione della BRT (Bus rapid transit) da 37 milioni di euro e della monorotaia di Napoli Est, un percorso di 30 chilometri con 30 stazioni con quattro linee dalla tratta Immacolatella Brin (tratta rossa), Taverna del Ferro (tracciato blu), Ospedale del Mare (tracciato giallo) e l’area del PUA Botteghelle (tracciato verde). Al momento si è alla fase del progetto tecnico di fattibilità economica, con un finanziamento di 1,5 milioni.

Il dialogo tra Comune e Q8

L'ipotesi del nuovo stadio a Napoli Est, quindi, non è campata in aria. Il patròn azzurro Aurelio De Laurentiis fa sul serio. Tanto che a marzo ha effettuato un sopralluogo per discutere della disponibilità delle aree. I dirigenti del Napoli avrebbero avuto anche un primo confronto con i vertici italiani della Kuwait Petroleum Italia Spa, ma al momento non si sarebbe trovato ancora un accordo economico. Il presidente del Calcio Napoli ha intenzione di investire nel patrimonio immobiliare per tutelare la competività del club partenopeo. A breve, infatti, potrebbe annunciare il nuovo centro sportivo a Monteruscello. Non è escluso che il club azzurro, per sostenere questi investimenti, possa ricorrere anche a grosse partnership internazionali.

La volontà comune è di riqualificare l'ex zona industriale, nell'ambito di un progetto più ampio di rinascita di tutta la zona orientale di Napoli, con il porto turistico a Vigliena, l'Arenapoli a Gianturco, con la possibilità di ripensare la zona con ampie aree a verde, ristoranti, hotel, unità residenziali e altri servizi, anche grazie alle clausole di compensazione. Per l'ex Q8 il Comune e la società petrolifera starebbero già discutendo un documento di principi su come utilizzarla. Anche se non dovesse andare in porto il progetto dello stadio, è molto probabile che vi possa sorgere qualcosa di simile. Insomma, la disposizione dell'amministrazione comunale sarebbe migliore rispetto ad una prima ipotesi del mercato Caramanico, che avrebbe avuto anche complicazioni di carattere strutturale.

Il nuovo stadio potrebbe costare più di un miliardo

Il problema, al momento, sono i fondi. Perché il nuovo stadio potrebbe arrivare a costare tra uno e due miliardi. Un eventuale progetto che dovesse essere presentato dal Calcio Napoli in sede Zes (Zona Economica Speciale), quindi, potrebbe vedere eventualmente anche una partnership tra più soggetti interessati, privati o pubblici.

A fare le cifre ci ha pensato lo stesso Aurelio De Laurentiis, in occasione della cerimonia di presentazione della nuova maglia del Napoli, alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi e del Governatore Roberto Fico. Il patròn azzurro sul tema stadio nuovo ha invitato ad evitare una "contrapposizione muscolare" tra società e istituzioni. "Dobbiamo massimizzare gli sforzi economici vostri e miei e trovare soluzioni che possano compendiare un aumento di stabilità e di forza del Calcio Napoli – ha detto de Laurentiis rivolgendosi a Fico e Manfredi – Abbiamo sempre avuto questa discriminazione italica: il Nord sarebbe il number one del calcio mentre al Sud siamo poverelli. Io ho invertito questa storyline. Ma bisogna darsi da fare. Se Inter e Milan investono 1,8 miliardi per lo stadio e la Roma 1,6 miliardi e hanno trovato i terreni. Noi tra 4-5 anni ci troveremo a non avere introiti sufficienti per rendere competitiva la squadra. Il Napoli non fattura quanto Inter, Milan, Juventus, deve come diceva il buon Conte, ‘faticà'. Ma ci vogliono le strutture. Io ci posso mettere creatività e capacità finanziaria, ma bisogna avere le strutture".

Manfredi: "Nuovo stadio con fondi privati"

A stretto giro la replica del sindaco Gaetano Manfredi: "Anche noi – ha detto il primo cittadino desideriamo un grande stadio, al livello delle grandi capitali europee. E per farlo bisogna investire più di un miliardo. Ma non può essere investito dal pubblico, ma da fondi privati, perché il calcio oggi è un'attività commerciale. Noi siamo assolutamente favorevoli a questo investimento. Se la società lo vorrà fare, avrà il massimo sostegno della città e della Regione. Siamo felici che si faccia come si è fatto a Milano e Roma. Se si creano le condizioni, se il Calcio Napoli presenta un progetto e vuole mettere in campo risorse, troverà sostegno, disponibilità aiuto amministrativo e possibilità di facilitare i percorsi. Uno stadio di proprietà per una società è un grande asset economico e per la città è un motivo di soddisfazione. Noi abbiamo uno stadio di proprietà che è il Maradona e finché non abbiamo una proposta alternativa lo sistemiamo".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il governatore Roberto Fico: "Sul piano tecnico – ha detto – ci sono problemi strutturali sulla possibilità di un investimento pubblico per lo stadio. L'Europa ci ha detto che non si può usare il Fesr, il fondo europeo di sviluppo regionale, che è quello più ricco. Solo per avere avuto l'idea di ristrutturare l'Arechi a Salerno, ha detto che era una priorità negativa. C'è il divieto totale di usarlo per uno stadio. Era già successo a Firenze. L'altro fondo, FSC, il fondo di sviluppo e coesione, è più piccolo. Se dovessimo prendere cifre grossissime, dovremmo toglierle a tutto il resto. Lo stadio nuovo si deve fare privatamente, con l'aiuto delle istituzioni, altrimenti serve un disegno nazionale. In alternativa, si possono finanziare solo ristrutturazioni di stadi in mano pubblica. Per noi adesso c'è il Maradona e si può ipotizzare lì una ristrutturazione con un impegno limitato di risorse".

De Laurentiis propone un tavolo con Comune e Regione

Ma De Laurentiis è convinto della bontà della proposta. Ed in chiusura degli interventi ha rilanciato invitando Fico e Manfredi "a una riunione che faccia una disamina della convenienza di investire nel Maradona creando dei problemi di utilizzazione del Calcio Napoli negli anni della ristrutturazione – col terzo anello non accontenti i tifosi a cui toglierai progressivamente un pezzo – o la necessità di costruire un nuovo stadio. Se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriero di introiti per far si che il Calcio Napoli sia competitivo con le squadre del nord, lo dovremo dire ai tifosi. Dovremo dire loro che non potremo più rendere il Napoli competitivo come abbiamo fatto in questi 22 anni".

L’area Q8 di San Giovanni
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