L’area Q8 di San Giovanni a Teduccio è il nuovo posto in cui De Laurentiis vorrebbe costruire lo stadio del Napoli

Dopo aver ipotizzato un nuovo stadio per la società Calcio Napoli in praticamente tutta la provincia partenopea, il presidente del club Aurelio de Laurentiis ieri, durante l'ultima burrascosa conferenza stampa con l'allenatore uscente Antonio Conte, ha parlato a lungo anche del suo progetto di un nuovo impianto sportivo alternativo all'ex San Paolo di Fuorigrotta, oggi stadio Diego Armando Maradona, di proprietà del Comune di Napoli. È noto l'amore-odio dell'imprenditore verso lo stadio partenopeo, la sortita odierna è tuttavia interessante perché tira in ballo possibilità in comuni limitrofi (Acerra, Melito, Afragola) o in quartieri che hanno già piani di riconversione ben definiti (Bagnoli, zona Occidentale). L'ipotesi tracciata da Aurelio de Laurentiis, tira in ballo un'area nuova, mai citata: i suoli dell'ex raffineria petroli a San Giovanni a Teduccio, la cosiddetta «area Q8», di proprietà della Kuwait Raffinazione e Chimica del gruppo Kuwait Petroleum Italia – Q8 Italia.
Excursus storico breve ma necessario. Nella zona Orientale di Napoli fin dal Dopoguerra erano concentrati stoccaggi di benzine e poi i distretti di raffinazione dei petroli. Nel 1993 l'attività petrolchimica è cessata e a San Giovanni è rimasto solo un grande hub logistico, uno stoccaggio e distribuzione di prodotti energetici, considerato strategico per l'approvvigionamento di tutto il Sud Italia. L'area di cui parliamo è 38 ettari, è in bonifica da due anni e mezzo, ed è collocata all’interno del Sin (Sito di Interesse Nazionale) Napoli Orientale.
Aurelio de Laurentiis ha effettuato un sopralluogo a San Giovanni a Teduccio nel marzo 2026, la proprietà è privata quindi il presidente del club sportivo e della Filmauro deve trattare con la Q8, in questo caso rappresentata da un nome noto ai napoletani, Marco Di Lello, avvocato, già assessore all'Urbanistica nella Regione Campania con Antonio Bassolino, già parlamentare di radice socialista che ha anche un buon rapporto col sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Di Lello non può entrare nel dettaglio della vicenda, trattandosi appunto di una trattativa con clausole di riservatezza. Tuttavia un po' di informazioni sono disponibili, trattandosi di un'area coinvolta in un progetto di rigenerazione urbana rilevante. È chiaro che parliamo di un affare che supera il mezzo miliardo di euro, se si considerano i lavori cui sottoporre l'area intorno ai suoli Q8.
Qual è la cifra che metterebbe sul piatto De Laurentiis su San Giovanni a Teduccio? Il tema è sempre e solo questo: DeLa parla, ma mai dei soldi che investirebbe.La bonifica è condotta dalla Q8, ad oggi l'area è servita da una stazione ferroviaria e dalla strada statale 162 dir del Centro Direzionale che taglia via Argine e va dritta verso quella zona. Servirebbero sicuramente altre opere e per uno stadio occorrerebbe peraltro valutare la fattibilità in termini di sicurezza.
Il Comune di Napoli va avanti sul progetto di restyling del Maradona: ha investito i soldi e altri li metterà la Regione Campania, questo è il motivo per cui Aurelio de Laurentiis ha iniziato ad attaccare il governatore Roberto Fico, con cui non ha il rapporto che aveva col suo predecessore, Vincenzo De Luca. Senza un accordo con le istituzioni nessun piano da Napoli decollerà mai alla volta dei vertici della Kuwait Petroleum e questo è un fatto. A Palazzo San Giacomo la posizione del sindaco è sempre la stessa: il Comune prosegue col "Maradona", se il Calcio Napoli ha altri progetti, li presenti ufficialmente e si valutano, senza nessuna preclusione. A patto che i progetti presentino fattibilità in termini di viabilità, infrastrutture, sicurezza.