Sviluppo Campania cerca un nuovo direttore generale. Ma la Regione gli blocca assunzioni e consulenze

Che cosa fa Sviluppo Campania spa? È una società della Regione Campania di cui si sa poco, non è particolarmente sotto i riflettori né fa granché per pubblicizzarsi. Di recente ha acquisito «nuove e rilevanti funzioni», ovvero la gestione del progetto Quantum Valley, la creazione in Campania di un polo di calcolo quantistico e di ricerca. Anche per questo, qualche mese fa, il presidente della Regione Campania Roberto Fico aveva bloccato un avviso pubblico per individuare un nuovo direttore generale: ne serve uno che abbia le giuste skills per questo nuovo progetto.
Pare sia arrivato il momento di riprovarci: la finanziaria in house della Regione Campania che gestisce fondi europei, incentivi alle imprese e assistenza tecnica a quasi tutti gli assessorati, ha pubblicato l'avviso per selezionare il proprio nuovo dg. Il bando, firmato dal presidente del Consiglio di Amministrazione Mario Mustilli, è stato approvato dal board il 17 aprile scorso, ma è arrivato alla pubblicazione ufficiale sul Bollettino della Regione solo il 7 luglio: quasi tre mesi dopo.
Chi sarà al vertice della società per i prossimi tre anni dovrà avere una laurea magistrale e almeno cinque anni di esperienza dirigenziale in strutture complesse, pubbliche o private, con autonomia decisionale nella gestione di finanziamenti pubblici e strumenti finanziari nazionali ed europei. Il contratto durerà tre anni, sarà rinnovabile e prevederà l'esclusività del rapporto di lavoro: il Direttore Generale non potrà avere altri incarichi.
Tra le novità del bando c'è un obbligo introdotto da una legge approvata proprio a inizio anno: chi verrà scelto dovrà stipulare una polizza assicurativa a copertura dei danni che la sua gestione potrebbe causare alle casse pubbliche, i cosiddetti danni erariali. Senza quella polizza, il contratto non potrà essere firmato.
Chi sarà scelto arriverà comunque in un momento delicato per Sviluppo Campania. Pochi giorni prima della pubblicazione del bando, la giunta guidata dal presidente Fico ha dato il via libera al Piano Triennale 2026-2028 di Sviluppo Campania, ma imponendo una serie di condizioni piuttosto stringenti. Non si potrà più spendere per personale accessorio e consulenze esterne, complice anche la fine degli sgravi contributivi per il lavoro al Sud che finora avevano alleggerito i costi. Sono bloccate le nuove assunzioni, salvo quelle imposte dalla legge. La società dovrà rivedere gli indicatori che misurano il rischio di crisi d'impresa.
E soprattutto, entro la fine dell'anno, dovrà presentare un progetto per il riutilizzo degli incubatori di impresa di Marcianise, Pozzuoli e Salerno, strutture su cui pende un contenzioso da oltre 2,7 milioni di euro con Invitalia Partecipazioni, la società statale che ne condivide la proprietà.
La delibera della giunta è esplicita: se questi obiettivi non verranno raggiunti, potrà essere considerata giusta causa per revocare gli amministratori della società. Un avvertimento che pesa proprio mentre si sta scegliendo chi dovrà guidare l'azienda nei prossimi tre anni.
Sul piano dei conti, il Piano prevede una crescita del valore della produzione, che dovrebbe salire dai sedici milioni attuali a quasi ventiquattro milioni entro il 2027. Ma lo stesso documento ammette che il denaro incassato per la gestione dei progetti non basta a coprire i costi di funzionamento della macchina interna: a tenere in equilibrio i bilanci sono soprattutto le commissioni che la società incassa gestendo strumenti finanziari per conto della Regione. Nel frattempo, il progetto per digitalizzare i processi interni della società resta fermo per mancanza di fondi, mentre la scommessa più grande per il futuro rimane proprio Quantum Valley, il polo tecnologico da cento milioni di euro che il prossimo Dg si troverà a dover portare avanti fin dai primi mesi di mandato.