Morte di Domenico Caliendo, l’ospedale Monaldi convoca i genitori: incontro per valutare il risarcimento

L'ospedale Monaldi ha convocato per mercoledì prossimo, 5 agosto, la famiglia di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo deceduto in Terapia Intensiva dopo un trapianto di cuore fallito: l'incontro, a cui prenderà parte un ristretto gruppo di professionisti, tra cui Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia Caliendo-Marcolino, è finalizzato a valutare la proposta di risarcimento avanzata dall'Azienda dei Colli (di cui fa parte il Monaldi). La riunione è stata fissata per le 10.
Il bimbo era stato sottoposto ad un trapianto di cuore il 23 dicembre 2025. Il nuovo organo, però, non era mai ripartito. Come emerso dalla successiva inchiesta giudiziaria, ancora in corso presso la Procura di Napoli, l'organo era stato gravemente compromesso durante il trasporto da Bolzano a Napoli; sarebbe stato conservato con del ghiaccio secco invece di quello normale e i tessuti sarebbero stati danneggiati irrimediabilmente. Nonostante questo, l'equipe aveva tentato ugualmente l'operazione: le condizioni dell'organo sarebbero state scoperte quando il cuore nativo del bimbo era stato già espiantato e, quindi, in una fase in cui non era più possibile tornare indietro. Il piccolo era stato quindi collegato alla strumentazione per la Circolazione extracorporea (Ecmo); una situazione che avrebbe dovuto essere provvisoria ma che è invece durata per 60 giorni e ha portato a gravi complicazioni agli organi e, il 21 febbraio scorso, alla morte del bambino.
Per la vicenda sono indagati sette medici del Monaldi, coinvolti nelle varie fasi del trapianto, dal prelievo dell'organo a Bolzano fino all'impianto nella sala operatoria dell'ospedale napoletano. La richiesta di risarcimento iniziale presentata dalla famiglia era stata di tre milioni di euro.