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Domenico Caliendo morto al Monaldi di Napoli

Domenico Caliendo, l’avvocato: “Prima non era trapiantabile, due giorni dopo sì. Bisogna indagare”

Anche la madre del bimbo, morto dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi di Napoli, ha commentato: “Ci sono altre circostanze che mi sono state tenute nascoste”.
Domenico Caliendo e la madre, Patrizia Mercolino
Domenico Caliendo e la madre, Patrizia Mercolino
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Nuove circostanze che ruotano intorno alla morte di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e mezzo deceduto in seguito a un trapianto di cuore fallito all'ospedale Monaldi di Napoli, starebbero emergendo nell'ambito del procedimento giudiziario per omicidio colposo in concorso che vede indagati sette medici del nosocomio partenopeo, tra cui anche i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, che di recente sono stati sospesi per 12 e 7 mesi per aver falsificato la cartella clinica del bimbo. Secondo l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, bisognerebbe però fare luce anche su quella che definisce "trapiantabilità a intermittenza" di Domenico.

Nella fattispecie, l'avvocato Petruzzi ha dichiarato: "Lo scorso 2 febbraio da Bologna si era reso disponibile un cuore per Domenico Caliendo che il giorno stesso, su istanza dei cardiochirurghi di Napoli, era stato cancellato dalla lista del centro regionale trapianti salvo rientrarci, il 4 febbraio, quando l'organo era già stato consegnato a un altro ricevente. Una coincidenza, una trapiantabilità a intermittenza, quanto meno inquietante su cui riteniamo si debba indagare".

Il legale entra poi ancor più nel merito della questione: "Secondo quanto emerge dagli atti in nostro possesso, Domenico, a causa dei danni rilevati a diversi organi, venne escluso dalla lista dei trapiantabili poche ore prima che da Bologna giungesse la notizia della disponibilità di un organo da un donatore pediatrico compatibile. In quella lista ci ritornerà, miracolosamente, il 4 febbraio, quando quel cuore era stato già assegnato. Una coincidenza – conclude l'avvocato – quanto meno inquietante e meritevole di approfondimenti. Un altro indizio pienamente compatibile con la nostra ipotesi di omicidio volontario, quanto meno attraverso il dolo eventuale".

Su quella che l'avvocato Petruzzi ha definito "trapiantabilità a intermittenza" è intervenuta anche Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico Caliendo, che ha dichiarato: "Stanno venendo fuori altre circostanze che mi sono state tenute nascoste, non è la prima volta, forse non sarà l'ultima, voglio giustizia per mio figlio" ha detto la donna.

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