Asili e scuole d’infanzia a Napoli, al via 261 assunzioni di maestre ed educatori da settembre. Ma mancano le insegnanti di sostegno

In arrivo 142 assunzioni di educatori (funzionari socio-educativi) per asili nido (0-3 anni) e di 119 maestre per le scuole dell'infanzia (3-6 anni) negli istituti del Comune di Napoli per l'anno scolastico 2026-'27. Il reclutamento dei funzionari socio-educativi prevede contratti a tempo indeterminato. Una prima tranche di 55 unità a quanto apprende Fanpage.it, sarà assunta già a settembre, al ritorno sui banchi di scuola, che a Napoli avverrà venerdì 11 settembre, 5 giorni prima rispetto al calendario scolastico regionale. Altre 87 saranno assunte a ottobre, non appena partiranno il tempo pieno e la refezione. Si procederà progressivamente con le assunzioni di pari passo alla consegna delle strutture interessate dagli interventi di ristrutturazione del PNRR.
Per quanto riguarda le 119 maestre, le assunzioni saranno ripartite tra 50 posti a tempo indeterminato, provenienti dal recente concorso, come previsto dal PIAO, mentre ulteriori 69 unità avranno contratti a tempo determinato. Anche queste saranno assunte ai primi di settembre.
Come avverranno le assunzioni delle maestre
Ma come avverranno le nuove assunzioni. Non ci sarà un nuovo concorso. Si procederà con il reclutamento attraverso le graduatorie degli idonei funzionari socio-educativi e delle maestre sezioni Comune di Napoli. Nel complesso, il Municipio ha confermato un fabbisogno di 142 unità. Le 142 unità previste, salvo eventuali verifiche o criticità nel corso delle procedure assunzionali, comprendono anche la DOA (Dotazione Organica Aggiuntiva). Tuttavia, sarebbe già in fase di predisposizione un'ulteriore variazione di bilancio finalizzata ad affrontare le criticità dell'organico educativo (educatori e maestre) che potrebbero emergere a seguito delle verifiche di settembre.
Sullo sfondo il tema del passaggio da categoria C a D oggetto di vertenza sindacale, senza la cui risoluzione c'è il rischio di proteste a inizio anno.
Mancano le insegnanti di sostegno
C'è però il problema della mancanza di insegnanti di sostegno da affiancare ai circa 130 bimbi in difficoltà che frequentano le scuole comunali. Al momento, sono in corso le verifiche dei titoli dichiarati dai candidati per consentire, a partire da settembre, le assunzioni già programmate, con particolare attenzione alle richieste relative al sostegno. Confermate 50 assunzioni a tempo indeterminato e 69 assunzioni a tempo determinato. Mancano quindi 11 maestre.
Il tema emerso durante la Commissione Istruzione e Famiglia del Consiglio comunale di Napoli del 29 luglio, presieduta da Mariagrazia Vitelli. Alla riunione hanno partecipato l’assessora all’Istruzione Maura Striano, la responsabile dell’Area Risorse Umane Caterina Iorio, la responsabile dell’Area Educazione Barbara Trupiano, il dirigente del Servizio Edilizia scolastica Francesco Greco e i rappresentati delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Csa.
"Non abbiamo graduatorie di maestre di sostegno – sostiene Agostino Anselmi della Cisl Fp – per i bambini che hanno problemi seri. Queste insegnanti hanno una laurea specifica per affrontare questi percorsi educativi. Ma il Comune non ha bandito un concorso specifico. In passato, su 50 posti messi a bando ne sono stati coperti solo 23. I bimbi che necessitano di sostegno, quindi, saranno assistiti invece dalle maestre di sezione comune, che non hanno titoli specifici, anche se la norma lo consente, in caso di penuria di personale. Questa situazione rischia di creare un danno enorme per i bambini. Come Cisl Fp abbiamo chiesto una commissione scuola monotematica sul necessità di bandire per il prossimo anno scolastico un concorso per maestre di sostegno".
Cisl e Uil hanno "invitato l'Amministrazione a svolgere un'attenta valutazione sulle unità da destinare al sostegno. In assenza di un concorso specifico per tale profilo, riteniamo opportuno riflettere sull'opportunità di procedere con assunzioni a tempo indeterminato che potrebbero determinare situazioni di precarietà lavorativa per il personale e, di conseguenza, discontinuità educativa per i minori con bisogni educativi speciali".