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Corsi salvavita negli asili bloccati da 2 anni a Napoli per un problema di tasse: scontro Comune-Santobono

Il corso di formazione salvavita destinato alla maestre d’infanzia delle scuole di Napoli non parte. Il Comune accusa il Santobono di morosità, ma l’ospedale si difende: “Siamo in regola coi tributi. Non ci hanno mai avvisati dell’affidamento”
Immagine di repertorio
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Il corso per insegnare le manovre salvavita per i bimbi piccoli rivolto alle maestre del Comune di Napoli non parte da due anni. Palazzo San Giacomo revoca l'affidamento al Santobono a causa di presunte morosità dei tributi. Ma l'ospedale pediatrico replica: “Il Comune non ha mai formalmente comunicato all’Azienda di essere destinataria dell’affidamento e siamo in regola con le tasse, abbiamo trasmesso la documentazione l'anno scorso”. Insomma, un pasticcio burocratico e comunicativo. Intanto, l'attività formativa che avrebbe dovuto insegnare alle maestre ad affrontare problematiche di primo soccorso pediatrico, come la manovra di disostruzione quando un bimbo rischia di affogarsi con un boccone, resta bloccato. Ma il Santobono assicura: “Al netto dello spiacevole equivoco, se il Comune vorrà e lo chiederà, restiamo sempre disponibili ad offrire, senza alcun onere per l'amministrazione comunale, il supporto alla formazione di primo soccorso pediatrico”.

Il Comune revoca l'incarico al Santobono

La storia di questo pasticcio burocratico è ricostruita nella determina 11 del 29 giugno scorso del Servizio Educativo comunale. Si tratta di un progetto per un percorso di formazione del personale docente ed educatore delle scuole d’Infanzia e degli Asili Nido Comunali nell'ambito della prevenzione di incidenti, manovre salvavita, rianimazione e primo intervento. A luglio 2024, il Comune procede all'affidamento diretto del corso al Santobono.

Nella determina dirigenziale di affidamento, viene "specificato che si sarebbe proceduto a formalizzare l’incarico solo a seguito della acquisizione della attestazione di regolarità ai sensi del Programma 100". Ma questa "attestazione non è mai pervenuta alla scrivente, in quanto l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale “Santobono Pausilipon” non ha provveduto alla regolarizzazione della propria posizione, risultata non conforme a seguito della segnalazione dell’Ufficio Area Entrate – Servizio IMU e TARI, permanendo pertanto una situazione di morosità nei confronti del Comune di Napoli", scrive il Municipio. Da qui, la decisione di Palazzo San Giacomo, arrivata lunedì scorso, di procedere alla "revoca l’affidamento".

L'ospedale pediatrico si difende

Ma l'ospedale pediatrico non ci sta e a Fanpage.it contesta la posizione del Comune e la sua ricostruzione: "In riferimento alla determina con cui il Comune di Napoli ha revocato l'affidamento all'Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon del servizio di formazione destinato al personale degli asili nido e delle scuole dell'infanzia comunali – scrive il Santobono – motivando il provvedimento con una presunta situazione di morosità, l'Azienda ritiene necessario chiarire che, così come verificato dai propri uffici amministrativi, la questione era stata già ampiamente affrontata trasmettendo al Comune, già nel 2025, tutta la documentazione attestante l’avvenuta definizione delle contestazioni, comprese le quietanze di pagamento".

"È verosimile – prosegue – che, per un mero disguido nella trasmissione degli atti tra gli uffici comunali interessati, tale documentazione non sia stata acquisita nell’ambito del procedimento che ha portato all’adozione della determina di revoca. Si tratta, pertanto, di una situazione che non riguarda l'effettiva regolarità della posizione tributaria dell'Azienda, che a noi risulta essere in regola, bensì un difetto di circolazione delle informazioni amministrative. Inoltre, è opportuno evidenziare che lo stesso Comune non ha mai formalmente comunicato all’Azienda di essere destinataria dell’affidamento, né ha prodotto avvisi preventivi del provvedimento di revoca. Insomma, come si dice a Napoli, e anche evidentemente al Comune di Napoli, se la sono cantata e se la sono suonata. Al netto dello spiacevole equivoco – conclude – se il Comune vorrà e lo chiederà, restiamo sempre disponibili ad offrire, senza alcun onere per l'amministrazione comunale, il supporto alla formazione di primo soccorso pediatrico".

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