La direzione del Pd Napoli fa i conti dopo le Amministrative: mancano molte giunte. E c’è qualche scollatura

Oggi si riunisce la direzione provinciale del Partito Democratico di Napoli e provincia guidato da Francesco Dinacci. Motivo? Anzitutto l'analisi del voto alle passate Amministrative. Di certo c'è qualcosa che non va ancora per il verso giusto: nonostante le numerose vittorie elettorali nell'hinterland partenopeo, non ci sono ancora le giunte in alcuni comuni molto importanti come Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Afragola.
Poi c'è il caso Ercolano, dove la sindaca Antonietta Garzia nonostante l'importante risultato elettorale, lavora ancora per definire la squadra che la coadiuverà in Comune. Dopodiché, ci sono le dolenti note: Torre Annunziata, comune sciolto con una relazione durissima del Viminale; Castellammare di Stabia con la commissione d'accesso nominata dal prefetto per verificare la presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata all'interno del Comune. E, infine, la crisi politica a Casoria dove il Partito Democratico ha ufficializzato l'uscita dalla maggioranza.
Un piccolo caso di cui si parla da quarantott'ore è lo sfogo di Luna Pisa, componente della segreteria Dinacci con delega all'Istruzione, che ha attaccato il Comune di Napoli guidato da Gaetano Manfredi sui social nell'ambito delle politiche per l'infanzia, partendo da una vicenda personale: «Le scuole stanno per finire, e la maggior parte di quelle aperte non hanno aria condizionata, rendendo impossibile il tempo pieno (scuola di mia figlia garantisce il servizio fino alle 13 causa allerta alte temperature). I campi estivi comunali sono pochissimi e sono pochi quelli che accettano bambini sotto i 3 anni di età. Gli spazi verdi a Napoli città sono quasi inesistenti, o comunque in numero inadeguato rispetto all’utenza. Non smetterò mai di ripeterlo – conclude il post di Luna Pisa – una città che non tutela i più piccoli è una città che ha scelto di morire, lentamente e nella disattenzione generale, ma ha decretato la sua fine».
Non riguarda invece il Pd provinciale ma sta facendo discutere in queste ultime ore la crepa nel Gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale: ieri si è votata una mozione per ripristinare le preferenze nella legge elettorale nazionale. Una cosa da nulla (una mozione su un tema di carattere nazionale) tuttavia c'è stato un distinguo significativo. È stata approvata da tutto il Consiglio regionale della Campania, centrodestra e centrosinistra, sulla base di un testo presentato dai consiglieri del Pd Franco Picarone, Maurizio Petracca, Bruna Fiola, Giorgio Zinno, Loredana Raia, Corrado Matera, Massimiliano Manfredi, Salvatore Madonna e Marco Villano, fatta eccezione per Francesca Amirante, capolista alle ultime Regionali, voluta dall'area Schlein che in Campania fa capo al deputato Marco Sarracino.