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Domenico Caliendo morto al Monaldi di Napoli

I cardiochirurghi Oppido e Bergonzoni sospesi per 12 e 7 mesi: falsificazione della cartella di Domenico Caliendo

Il gip di Napoli ha disposto l’interdizione per Guido Oppido e la vice, Emma Bergonzoni: accolte le tesi della Procura sulla falsificazione delle cartelle cliniche del piccolo Domenico Caliendo.
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A cura di Nico Falco
Guido Oppido
Guido Oppido
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I cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, che il 23 dicembre 2025 hanno eseguito il trapianto di cuore fallito sul piccolo Domenico Caliendo, sono stati sospesi dalla professione medica rispettivamente per 12 e 7 mesi. Lo ha disposto il gip di Napoli Mariano Sorrentino, in merito alle accuse di falso materiale e ideologico in concorso nella compilazione della cartella clinica del bimbo, e in accoglimento delle richieste della Procura (pm Giuseppe Tittaferrante, aggiunto Antonio Ricci), che hanno coordinato le indagini dei carabinieri del Nas (guidato dal comandante Alessandro Cisternino).

Per la morte di Domenico Caliendo, deceduto il 21 febbraio, dopo quasi 60 giorni in cui è stato tenuto in vita dai macchinari per la circolazione extracorporea, la Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati 7 medici del Monaldi con l'accusa di omicidio colposo; Oppido e Bergonzoni sono accusati di avere falsificato la cartella clinica, indicando orari diversi relativamente all'inizio della cardiectomia, ovvero l'operazione in cui è stato espiantato il cuore al bambino in preparazione dell'impianto del nuovo organo.

Il cuore proveniente da Bolzano era stato irrimediabilmente danneggiato durante il trasporto; il problema, scoperto soltanto al momento dell'apertura del box frigo nella sala operatoria del Monaldi, sarebbe stato causato dai materiali usati per la conservazione: quando l'equipe del Monaldi ha chiesto del ghiaccio, perché quello portato da Napoli era insufficiente, sarebbe stato dato del ghiaccio secco.

Secondo la ricostruzione dell'autorità giudiziaria, i due cardiochirurghi avrebbero attestato, nei giorni successivi all'intervento, di avere eseguito operazioni di cannulazione e circolazione extracorporea quando l'equipe che si era occupata dell'espianto a Bolzano aveva raggiunto l'ospedale Monaldi; dagli accertamenti, però, questa circostanza si è rivelata falsa: le operazioni sarebbero cominciate prima dell'arrivo dell'equipe nell'ospedale napoletano. Oppido (sospeso in via preventiva dall'Azienda Ospedaliera dei Colli, di cui fa parte il Monaldi) e la sua vice hanno sostenuto l'interrogatorio preventivo il 31 marzo e il 21 maggio.

Il 10 giugno, nel Policlinico di Bari, si è concluso l'incidente probatorio disposto dal gip Sorrentino sui due cuori, quello nativo del bambino e quello arrivato da Bolzano; il deposito delle relazioni potrebbe slittare di 15-20 giorni su richiesta dei periti e avvenire quindi a metà ottobre. All'esame hanno preso parte tutti i consulenti nominati dalla famiglia Caliendo-Mercolino (assistita dall'avvocato Francesco Petruzzi); il medico legale incaricato dai genitori del bimbo ha reso noto che dagli accertamenti sono emersi segni di necrosi provocati dalle basse temperature e quelli determinati dall'uso prolungato dall'Ecmo, ovvero il meccanismo per la circolazione extracorporea che ha tenuto in vita il piccolo dopo il trapianto fallito.

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