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Domenico Caliendo morto al Monaldi di Napoli

A Bari l’esame sui due cuori del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo il trapianto fallito al Monaldi

Nell’Istituto di Medicina Legale di Bari è in corso l’esame sul cuore di Domenico Caliendo e su quello che è stato impiantato nel Monaldi di Napoli; le analisi nell’ambito dell’incidente probatorio per fare luce sulla morte del piccolo, deceduto dopo quasi 2 mesi dal trapianto fallito.
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A cura di Nico Falco
Domenico Caliendo
Domenico Caliendo
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È in corso a nell'Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari l'esame sui due cuori di Domenico Caliendo, quello nativo e quello trapiantato nel dicembre scorso nell'ospedale Monaldi e rivelatosi irrimediabilmente danneggiato; l'analisi rientra nell'ambito dell'incidente probatorio, disposto dal gip del Tribunale di Napoli Mariano Sorrentino, per fare luce sulle circostanze che hanno portato al decesso del bambino di due anni del Nolano, morto nel Monaldi il 21 febbraio.

Il gip ha accolto la richiesta dell'avvocato della famiglia Caliendo-Mercolino, l'avvocato Francesco Petruzzi, che aveva chiesto che anche il cuore nativo del bimbo, oltre a quello espiantato a Bolzano, venisse incluso tra i reperti biologici sui quali i periti nominati dal giudice eseguono gli accertamenti. Gli esami sono stati avviati ad aprile; dopo quelli di apertura e revisione, oggi sono previste le analisi microscopiche.

Compito dei periti, rispondere ai quesiti posti nella richiesta di incidente probatorio della Procura di Napoli (sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante), che vertono sulle modalità di espianto, trasporto e conservazione dell'organo prelevato dalla equipe del Monaldi a Bolzano, sulla eventuale presenza di alterazioni anatomiche o funzionali sull'organo e se queste sono riferibili a errori dell'equipe del prelievo o a quella del trapianto, e la correttezza delle scelte chirurgiche e terapeutiche del team che si è occupato dell'intervento.

Sulla vicenda la Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta che conta al momento sette medici nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo; due di questi, il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice, Emma Bergonzoni, sono accusati anche di avere falsificato la cartella clinica in merito agli orari indicati per l'inizio dell'espianto del cuore malato di Domenico Caliendo. Proprio quest'ultima circostanza appare un nodo chiave dell'inchiesta: si dovrà stabilire la tempistica con cui è stata praticata la cardiectomia sul bambino in relazione ai tempi di arrivo e presentazione n sala operatoria della equipe di espianto che trasportava l'organo proveniente da Bolzano.

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