Il cellulare di Luigi Esposito riacceso o spostato. Il telefono del giornalista ucciso a Eboli non si trova

Uno dei tanti interrogativi che circondano la morte di Luigi Esposito, conosciuto come Luca, il giornalista di 53 anni ucciso a Eboli, nel Salernitano, domenica 19 luglio, riguarda il suo cellulare: il telefono del giornalista non è stato trovato né nel terreno agricolo in cui è stato rinvenuto il cadavere, ormai carbonizzato, e neppure nell'automobile, trovata poco distante.
Al telefono del 53enne è legato, poi, un altro interrogativo. Un amico di Luigi Esposito, intervistato nel corso della trasmissione "La vita in diretta estate", andata in onda oggi, 23 luglio, ha riferito che, viste le difficoltà per mettersi in contatto con lui, nella mattinata di domenica gli ha inviato un messaggio vocale che, inizialmente, non è stato recapitato. Soltanto nel pomeriggio, come ha raccontato ancora l'amico del giornalista, le spunte sarebbero diventate due e quindi il messaggio sarebbe stato recapitato. Questo indicherebbe che il cellulare del 53enne potrebbe essere stato riacceso o spostato in un secondo momento in una zona in cui c'era ricezione.
Luigi Esposito potrebbe essere stato strangolato e bruciato vivo
Un altro interrogativo della vicenda è rappresentato dalle modalità e dalle cause della morte del giornalista. Ieri è stata eseguita l'autopsia: dalle prime indicazioni, Luigi Esposito potrebbe essere stato strangolato, ma saranno necessari ulteriori accertamenti per stabilire con esattezza cosa abbia causato la morte del 53enne, sul cui corpo sono anche state riscontrate numerose fratture. Un altro nodo da sciogliere riguarda, poi, le tempistiche e le modalità con le quali il giornalista è stato dato alle fiamme: non è ancora chiaro, infatti, se Luigi Esposito sia stato bruciato quando era ancora in vita.