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Omicidio di Luigi Esposito, il mistero della collaborazione con l’Arpac: l’agenzia smentisce, ma era lui a dirlo

Al vaglio i racconti di amici e colleghi: a tutti diceva di lavorare per l’Arpac, ma l’Agenzia smentisce: “Non risulta alcuna relazione di natura professionale”
Luigi Esposito
Luigi Esposito

Si indaga in tutte le direzioni sulla morte di Luigi Esposito, conosciuto come Luca, giornalista salernitano molto noto nell'ambiente sportivo. Sarà l'autopsia a fare chiarezza su un delitto al momento brutale: prima ucciso a colpi di pistola e poi dato alle fiamme in un terreno di periferia ad Eboli, in provincia di Salerno. Tanti gli aspetti sotto l'occhio degli inquirenti, che non tralasciano alcuna pista: ma tra i dettagli emersi in queste ore, c'è una discordanza che ha sorpreso molti. Esposito infatti da anni raccontava di lavorare per l'Arpa Campania, l'agenzia regionale protezione ambientale: ma dall'agenzia stessa è arrivata una secca smentita, spiegando di non aver mai intrattenuto rapporti di lavoro con lui.

"In riferimento ai tragici fatti di cronaca di cui è vittima il giornalista Luca Esposito (all'anagrafe Luigi), l’Agenzia regionale protezione ambientale Campania precisa che la persona indicata come oggetto del terribile ritrovamento non risulta titolare di un rapporto di lavoro con Arpac, né come dipendente né come dirigente", si legge in una nota dell'Agenzia, "Non risulta alcuna relazione di natura professionale tra l’ente ed Esposito, che appare del tutto estraneo all’attività dell’Agenzia. Nell'esprimere sgomento per quanto emerge dalle cronache, l'ente partecipa al cordoglio della famiglia della vittima e del mondo dell'informazione per la drammatica scomparsa".

Un mistero, dunque. Anche perché amici e colleghi ricordano che da tempo l'uomo dicesse di lavorare a tempo pieno per l'Arpac, oltre che come giornalista, raccontando di essere entrato via concorso ed essere impegnato in sopralluoghi ed attività di controllo, pare tra il Casertano e l'Irpinia. Ma questi racconti, che faceva a colleghi ed amici, sono ora al vaglio degli inquirenti che vogliono vederci chiaro. Esposito, che era anche direttore di Tutto Salernitana, collaborava come opinionista ed esperto di calciomercato con diverse realtà locali. Celibe, aveva due sorelle ed una proprietà al mare ad Agropoli dove, pare, si stesse recando la notte dell'omicidio.

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