Marco Pio Salomone ucciso a 19 anni a Napoli, minorenne condannato a 14 anni

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A cura di Nico Falco
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La vittima, Marco Pio Salomone, e il luogo del ferimento mortale, all'Arenaccia
È stato condannato a 14 anni di carcere il minorenne, allora 15enne, che ha ucciso Marco Pio Salomone nel quartiere Arenaccia, a Napoli; l’omicidio nel novembre 2025.

Dovrà scontare 14 anni e otto mesi di reclusione il minorenne che, nel novembre 2025, ha ucciso con un colpo di pistola alla testa il 19enne Marco Pio Salomone a Napoli; la sentenza è stata emessa oggi, 18 giugno, al termine del processo che si è svolto con rito abbreviato. Il giovanissimo (difeso dall'avvocato Beatrice Salegna), che all'epoca dei fatti aveva appena 15 anni, è stato ritenuto responsabile di omicidio volontario. Il legale attenderà di leggere le motivazioni per decidere se presentare appello; in caso non lo facesse, la pena scenderebbe a 12 anni e 2 mesi di reclusione in base alla cosiddetta riforma Cartabia.

L'omicidio risale alla notte di sabato 22 novembre 2025. Marco Pio Salomone era stato portato in condizioni critiche al Pronto Soccorso dell'ospedale CTO, dove era morto poche ore dopo. Dagli accertamenti era emerso che era stato centrato da una pallottola alla testa mentre si trovava in auto con gli amici in via Generale Francesco Pinto, quartiere Arenaccia, nel centro di Napoli. I ragazzi che erano con lui avevano raccontato ai sanitari, e poi alle forze dell'ordine, di non avere visto il responsabile: avevano detto di avere sentito il boato e che, voltandosi, avevano visto l'amico che si accasciava con una ferita alla fronte.

Una dinamica che poteva sembrare quella di una pallottola vagante, ma che era stata smentita dai successivi accertamenti. Il 15enne, identificato dagli investigatori della Squadra Mobile nelle prime ore, si era reso inizialmente irreperibile e si era presentato in Questura la mattina successiva, in compagnia dell'avvocato Salegna. Aveva ammesso di essersi avvicinato, a piedi e armato, verso l'automobile, e di avere puntato la pistola verso l'abitacolo, ma aveva detto di avere sparato con l'intenzione di spaventare Salomone, non di colpirlo. Sottoposto a fermo per detenzione e porto di arma da fuoco e per omicidio aggravato, era stato accompagnato nel Centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei. Il movente, secondo quanto reso noto dall'avvocato della difesa, sarebbe da ricondurre al fatto che il quindicenne subiva da tempo vessazioni da parte di quel gruppo di ragazzi.

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