Fine dell'anno scolastico, tempo di saluti. Di festa, perché un anno difficile e complesso causa Covid è finito. E a volte di malinconia, poiché a molte persone si deve dire arrivederci. È il caso del rapporto fra le classi di studenti e i docenti precari. Una di queste storie, probabilmente una fra tante, merita di essere raccontata.  «Prof, possiamo darle una cosa…? La legga, per cortesia». Davide e Alessio, 11 anni, a lezione conclusa, avvicinano Pietro Falco, professore di 54 anni, precario, uno che nella vita dopo vent'anni da giornalista si è dovuto reinventare tornando all'insegnamento con la passione di un ragazzo. E consegnano a Pietro un foglietto.

Breve storia del professore precario, una delle tante storie di sacrificio: ogni santo giorno si alza alle 4 del mattino, prende il treno da Sessa Aurunca, delizioso borgo al limite tra Casertano e Lazio per arrivare a Roma. Un giorno a Primavalle, un giorno sull'Aurelia, lì dove ci sono le due scuole in cui insegna italiano ed educazione civica.

Ma a quali cose si riferisce il professor Pietro? Cosa c'è scritto nel foglietto di Davide e Alessio?

È una dolcissima lettera di saluti e ringraziamenti. I due ragazzini esprimono così la loro gratitudine all'insegnante per l'anno di lavoro. Pietro ha spiegato loro concetti complessi e fondamentali, di stringente attualità: mafia, razzismo, politica, cos'è l'ascensore sociale, cosa rappresenta la Costituzione e altre informazioni):

Alcuni professori per far capire a noi alunni dei concetti, dicono semplici parole (citiamo l'esempio del concetto di impegnarsi nella scuola – ‘Dai studiate!'), invece lei ci dice ‘ragazzi impegnatevi lo fate per voi e senza, non potrete mai sfamare una famiglia o addirittura vivere'.

Non sappiamo come spiegarlo, è come se lei ci aprisse il cervello e ci mettesse questi concetti dentro. lo e Ale siamo rimasti sbalorditi dal modo in cui ci ha fatto comprendere questi concetti. Lei in testa ci ha messo il concetto di mafia, per esempio Borsellino e Falcone, e grazie a lei io e Ale vogliamo ripercorre le loro strade. Grazie Professore per averci dato tutte queste informazioni che ci renderanno dei cittadini e delle persone migliori se attueremo i suoi insegnamenti. In cuor nostro speriamo di riaverla con noi anche il prossimo anno.

Pietro commenta, soddisfatto, con poche ma sentite parole: «La sveglia alle 4 è dura, e le 6 ore di viaggio ogni giorno anche di più. Ma alla fine sparisce tutto e restano solo le cose come queste…».