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Massacrata di botte dal padre e ridotta in fin di vita a Ischia: la 37enne sta meglio e ha lasciato l’ospedale

La donna, ricoverata all’ospedale Rizzoli dallo scorso 25 maggio, è stata dimessa grazie al miglioramento delle sue condizioni di salute; la 37enne ha perso parte del fegato.
L’ingresso dell’ospedale Rizzoli di Ischia
L’ingresso dell’ospedale Rizzoli di Ischia

Sono migliorate le condizioni della donna di 37 anni che, sull'isola di Ischia, lo scorso 25 maggio, è stata massacrata di botte dal padre. Il quadro clinico della donna, molto grave nei primi giorni, è migliorato a tal punto che la 37enne ha potuto lasciare l'ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, nel quale era ricoverata dal giorno dell'aggressione. Determinante nel miglioramento delle condizioni di salute della giovane è stato l'intervento chirurgico a cui è stata sottoposta, eseguito dall'equipe medica guidata dal dottor Mimmo Loffredo, e che ha comportato la rimozione di una parte del fegato, danneggiato dalle botte ricevute.

La 37enne, come detto, è stata violentemente aggredita dal padre, un uomo di 58 anni, che poco dopo l'aggressione è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Ischia con l'accusa di tentato omicidio. La giovane, infatti, era stata portata in ospedale in condizioni disperate ed era stata ricoverata in Terapia Intensiva, in prognosi riservata. Nei giorni scorsi, il gip del Tribunale di Napoli ha convalidato l'arresto per il 58enne, confermando per lui la custodia cautelare in carcere. Ancora poco chiare le motivazioni che hanno portato l'uomo ad aggredire la figlia.

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