La salma di Sharon Maccanico, la 15enne irpina morta in Nuova Zelanda, è tornata in Italia

A cinque mesi dalla sua morte, la salma di Sharon Maccanico è rientrata in Italia: la 15enne avellinese, morta nella frana che ha travolto il campeggio Beachside a Mount Maunganui, in Nuova Zelanda, lo scorso gennaio, è stata accolta nella frazione Picarelli di Avellino, da amici e familiari. La comunità si è poi incontrata nella Chiesa del Santissimo Salvatore per un momento di preghiera e raccoglimento, come richiesto dai genitori.
La sua storia commosse tutti: era il 21 gennaio quando una frana travolse il campeggio Beachside a Mount Maunganui, nel Nord della Nuova Zelanda: tra i dispersi c'era anche Sharon Maccanico, travolta dallo smottamento insieme al fidanzato, Max Furse-Kee, che frequentava la sua stessa scuola, il Pakuranga College. Il corpo del ragazzo fu il primo ad essere ritrovato, dopo alcuni giorni di ricerche: pochi giorni dopo venne recuperato ed identificato anche quello della ragazza originaria di Avellino, gettando nello sconforto amici e parenti, nonostante da tempo vivesse con i genitori nell'isola oceanica. Sharon Maccanico, campionessa di hip-hop, si era trasferita infatti molto piccola con i genitori ad Auckland, in Nuova Zelanda ma lei, come l'intera famiglia, è originaria della frazione Picarelli ad Avellino. Comunità irpina che, fin dai primi giorni, si era stretta in preghiera, sperando potesse esserci un epilogo diverso ed avviando anche una raccolta fondi per aiutare la famiglia per affrontare le spese delle ricerche sul campo. Ieri, lunedì 22 marzo, dopo cinque mesi da quella frana che ha spazzato via la vita, i sogni e le speranze della giovane irpina, la sua salma è rientrata in Italia.