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Presidenza Fico in Regione Campania

In Campania un consigliere regionale condannato in primo e secondo grado potrà essere sospeso automaticamente

È quanto prevede una proposta di legge che adegua la normativa regionale del 1996 alla legge Severino del 2012, eliminando margini di interpretazione su un tema politicamente sensibile.
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Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio regionale della Campania
Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio regionale della Campania
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La Regione Campania prova a mettere ordine in una materia che, sulla carta, era già chiara da anni ma che a livello locale restava formalmente scoperta. È questo il senso della proposta di legge depositata il 30 aprile 2026, dal presidente del consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi, esponente del Partito democratico. La proposta interviene sulla normativa regionale del 1996 per adeguarla alle disposizioni nazionali in tema di incandidabilità, sospensione e decadenza degli eletti.

Di che si tratta? Il riferimento è al decreto legislativo 235 del 2012, la cosiddetta legge Severino, quella che disciplina i casi in cui un amministratore pubblico non può candidarsi o deve essere sospeso dalla carica. La Regione, con una modifica minima ma significativa, inserisce esplicitamente questi richiami all'interno della propria legge, eliminando ogni possibile margine di interpretazione. E lo fa dopo aver affrontato, non senza polemiche, il caso di Marco Nonno, esponente di Fratelli d'Italia, ex consigliere regionale sospeso dopo una condanna e di recente dichiarato incandidabile.

Nel concreto, la norma ribadisce che un consigliere regionale può essere sospeso anche in assenza di una condanna definitiva. È sufficiente, ad esempio, una condanna in primo grado confermata in appello per reati non colposi con pena superiore ai due anni, oppure l’applicazione di misure cautelari o di prevenzione. In questi casi la sospensione scatta automaticamente, senza bisogno di ulteriori valutazioni politiche.
Durante il periodo di sospensione, l’eletto non decade immediatamente ma non può esercitare le proprie funzioni. Resta formalmente in carica, ma con un'indennità ridotta, in una condizione intermedia che di fatto lo esclude dall’attività istituzionale.
L’iter è appena iniziato: il testo è stato assegnato alla I Commissione per l’esame e alla II per il parere.

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